Confartigianato: “Riaprire quei 5 km della vecchia Tiberina è una priorità nazionale”

Una strada e un territorio dimenticati. E’ la denuncia di Pierluigi Battistini, responsabile Confartigianato Valle del Savio in una lettera aperta. “Dalla chiusura del viadotto Puleto, con il blocco del traffico in un tratto fondamentale della E45, sono trascorsi ormai tre anni.: durò dal 16 gennaio 2019 ai primi di ottobre dello stesso anno, quando venne riaperto anche ai mezzi pesanti con il transito senza limitazioni di massa fino a 44 tonnellate. Per il solo settore dei trasporti un’indagine di Unioncamere inventariò i danni in 27 milioni di euro, Confartigianato si batté affinché venisse riconosciuta una indennità ai lavoratori che si ritrovarono impossibilitati ad operare e dovettero sospendere la propria attività a causa della chiusura del tratto della E45 e perché fossero inclusi di non includere nell’erogazione degli indennizzi imprese e professionisti che hanno scelto di non sospendere la propria attività pur potendo far leva su commesse molto ridotte”.

Battistini continua nella sua analisi: “Confartigianato in quei mesi così controversi operò in seno al Tavolo di Emergenza per la E45 con le forze politiche economiche e sociali chiedendo che, oltre alla riapertura della superstrada, venisse riattivata la 3 bis ex Tiberina, con la viabilità alternativa all’E45. I politici assicurarono che si sarebbero presi in carico quella che venne definita un’assoluta l’emergenza, ma sono trascorsi quasi tre anni e ancora oggi non disponiamo di una viabilità alternativa alla E45. L’ex Tiberina langue nel suo stato di cronico inutilizzo. Tutte le promesse dei vari ministri, di allora e di adesso, non sono state mantenute. Siamo ancora fermi, anzi messi peggio di prima: nel senso che nessuno parla più della necessità di rendere operativa una viabilità alternativa alla E45. Eppure, basterebbe una nevicata di un certo impatto per riportare la questione in primo piano e verrebbe quasi da augurarsela: servirebbe per avere la prova provata- come se il Puleto non fosse bastato?! – che di nuovo verrebbe tagliata la circolazione al Paese , con danni incalcolabili per l’economia e per le popolazione della montagna”.

“Tutti si lavano la bocca – continua Battistini – sulla necessità di fare politiche per la montagna per evitare lo spopolamento, l’esodo e per incentivare le imprese ad insediarsi nei territori montani. Imbattibili a parole, inadempienti nei fatti. Le petizioni di principio purtroppo si rivelano vuoti slogan. La montagna, la nostra montagna, senza servizi, senza infrastrutture telematiche e senza viabilità è destinata all’abbandono. Per questo la riapertura di quei 5 km della vecchia Tiberina è una priorità non solo locale ma nazionale. Ci vogliono cinque milioni di euro per farlo e vanno resi disponibili. Doversi augurare una forte nevicata che blocchi la circolazione dà il segno della nostra dolorosa impotenza e della inadempienza colpevole di chi doveva intervenire e non l’ha ancora fatto”.

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