Confartigianato: «Le donne sono le più penalizzate dal lockdown»

«Le donne sono le più penalizzate dal lockdown». A lanciare l’allarme è Valeria Piccari, presidente di Donne impresa di Confartigianato Rimini e vicepresidente della Confartigianato regionale.
«Questa emergenza epidemiologica ha bloccato tutte le attività. Tutti, indistintamente siamo stati colpiti e dopo la quarantena ci troviamo in una fase complicata», spiega Piccari, «se già durante la Fase 1, le donne si sono trovate ad avere il carico familiare completamente sulle proprie spalle, con la Fase 2 e con il rientro al lavoro sono ulteriormente penalizzate». Infatti, «La ripresa delle attività lavorative in assenza di provvedimenti a favore della conciliazione vita-lavoro sta mettendo le donne davanti alla scelta di dover lasciare il proprio lavoro o chiudere la propria impresa», sottolinea Valeria Piccari, esprimendo grande preoccupazione. Da non sottovalutare è il peso delle imprese femminile sul territorio: un sondaggio della Camera di commercio stima infatti che siano le imprese femminili 7450 presenti nella provincia di Rimini, corrispondenti al 21% del totale. Neppure il tema della famiglia è da prendere sottogamba. «Da una ricerca dell’Università Cattolica di Milano, i livelli di stress più elevati riguardano le famiglie con figli piccoli o adolescenti in casa (61%)», continua Piccari «la chiusura delle scuole e le lezioni da casa hanno reso necessari, tra le tante cose, l’acquisto di tablet e computer per ogni membro della famiglia e servizi di connessione a Internet molto potenti. Un aiuto potrebbe essere rappresentato da contributi a fondo perduto che riguardano l’ampliamento di mezzi tecnologici per le famiglie».
Si rende dunque necessario, secondo Confartigianato Donne impresa Rimini, adottare misure che possano sostenere le donne in vista della riapertura delle attività turistiche: aprire i centri estivi ed ampliarne gli orari, prevedere contributi per chi assume donne, per chi favorisce orari di lavoro flessibili o lo smart working e permettere alle madri di portare con sé i figli al lavoro, se gli spazi lo consentono. Solo con politiche adeguate, sottolinea Piccari, sarà possibile rilanciare le imprese ed evitare il rischio povertà. «Al di là di ogni retorica, è un dato di fatto che le donne abbiano una grande energia e un grande potenziale che portano nell’ambito familiare, ma anche in quello lavorativo. Noi di Confartigianato abbiamo sempre detto e ribadito come gli artigiani, i piccoli imprenditori, i lavoratori autonomi vivano le attività e le imprese come un’estensione della propria famiglia all’interno della quale si svolgono le stesse dinamiche», aggiunge Piccari, «capiamo quanto sia importante permettere alle donne di lavorare serenamente, sapendo chi i figli sono in un ambiente sicuro e protetto, sappiamo quanto l’apparato parentale sia di grande aiuto e conforto, ma ora più che mai è necessario che lo Stato aiuti concretamente le donne imprenditrici, le commercianti, le artigiane, le donne lavoratrici tutte a poter proseguire in questo cammino». Per garantire il raggiungimento di questi obiettivi, conclude Valeria Piccari, «Donne Impresa Confartigianato di Rimini si riunisce periodicamente per discutere delle problematiche e questioni legate all’imprenditoria, con particolare attenzione al mondo delle donne imprenditrici».

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