Concerti: armiamoci e partite

Se il 2020 è stato l’anno dello stop per il mondo dello spettacolo, il 2021 sarà ricordato come l’anno dei rinvii. In questi ultimi mesi infatti, abbiamo assistito a numerosi, anzi tantissimi rinvii di spettacoli, concerti e perfino film: il caso di “007 No time to die” è emblematico, ne ha subiti così tanti che ancora nessuno sa davvero quando uscirà. Ma anche molte star della musica hanno rinunciato a tenere i loro concerti. In realtà, come apprendiamo da poco, da maggio-giugno tutto potrebbe ripartire. Anzi ripartirà. Ma fare un live o far uscire un film in sala, significherebbe rinunciare, da parte di artisti e produttori, a una fetta consistente degli incassi. Gli spettacoli, almeno per tutto quest’anno, saranno contingentati, ovvero vi potrà assistere solo un pubblico limitato a meno della metà della capienza dei luoghi prescelti per esibizioni e proiezioni. E qui scatta la polemica: ma come? L’intero mondo dello show business si era esposto a favore dei lavoratori dello spettacolo; le star mondiali avevano fatto campagne, li abbiamo visti in piazza con i “Bauli”… E poi, com’è finita? È finita che per ora,  a fronte di pochi, pochissimi, che si sono esibiti gratis o con incassi limitati e destinati interamente ai lavoratori del settore (quelle che si definiscono “maestranze), la maggior parte dei grandi, dei big della musica e del cinema hanno preferito soprassedere, perché avrebbero dovuto rinunciare a una bella fetta del loro guadagno. Insomma al solito: armiamoci e partite. Così questo 2021 si terranno solo eventi minori; per i grandi live si dovrà attendere il 2022. Alla faccia della solidarietà di settore.

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