Con la grande “Festa del Pino” si inaugura il nuovo viale Ceccarini

Con la riforma delle amministrazioni locali, in vigore dal 4 febbraio 1926, sono aboliti i consigli elettivi e il sindaco è sostituito dal podestà. Questi, di nomina ministeriale, è affiancato dalla consulta comunale, vale a dire da un organismo puramente consultivo i cui membri sono scelti dal prefetto tra una rosa di candidati indicati dalle associazioni sindacali. Il primo podestà di Riccione, designato nel marzo del 1927 è Silvio Lombardini. La scelta non poteva essere più felice. Lombardini, che al termine del mandato da sindaco – l’ultimo consiglio comunale porta la data del 25 ottobre 1926 – aveva continuato a gestire il Municipio nel ruolo di commissario prefettizio, è nelle grazie del popolo riccionese. In tre anni di attività amministrativa, in qualità di primo cittadino di Riccione, è riuscito a conferire all’ex borgata di Rimini la struttura urbana di una efficiente stazione balneare e a infondere alla comunità l’orgoglio della propria intraprendenza.

Nel pomeriggio di domenica 29 maggio 1927, in occasione dell’apertura ufficiale della stagione estiva, i riccionesi rendono omaggio a Lombardini e al suo prezioso lavoro «di sviluppo e progresso balneare» con una solenne cerimonia. Da Il Popolo di Romagna del 5 giugno estrapoliamo uno stralcio della manifestazione: «Alle 17 si formò un lunghissimo corteo con la banda comunale in testa; venivano poi: l’Asilo infantile, le Scuole elementari e i rispettivi insegnanti, l’Istituto tecnico insieme con tutti i professori, un reparto di Balilla, di Piccole italiane e di Avanguardie; fra le Autorità erano: il Podestà, Cav. Uff. Silvio Lombardini, il Segretario del fascio Prof. Sanzio Serafini, i membri del Direttorio, gli ex appartenenti al Consiglio comunale, rappresentanti delle Associazioni patriottiche, il Gen. Novelli, il Col. Ariani, il Cav. Trebbi. Il corteo per viale De Vito, via Flaminia raggiunse la Casa comunale. Quivi il Segretario Serafini pronunciò un breve discorso di elogio e di ammirazione per l’opera svolta dal Podestà Cav. Lombardini e gli consegnò a nome del Direttorio una bella pergamena-ricordo. Parlò, poi, quale rappresentante della cittadinanza, la graziosa fanciulla Italia Papini, che seppe dire con molta efficacia la devozione e l’affetto della nostra gente per il suo primo Magistrato, ed esaltò le bellezze naturali di Riccione, formulando l’auspicio di sicura fortuna per l’avvenire. Il Dott. Michele Basigli, ex assessore municipale e membro del Direttorio fascista, fece una brillante esposizione dell’attività comunale, riandando alle origini dell’autonomia e ricordando il vasto programma di lavoro attuato in parte e prossimo alla definitiva realizzazione. Il Dott. Basigli illustrò, inoltre, i risultati conseguiti e, interpretando l’unanime sentimento del popolo, dichiarò solennemente che il Direttorio fascista era ben lieto e soddisfatto di avere designato a Podestà il Cav. Lombardini, a cui appartiene un passato onorato di studio, di laboriosità e di opere patriottiche per le quali fu sempre benemerito. Il Sig. Montanari per incarico dei funzionari dipendenti comunali consegnò, quindi, una medaglia d’oro al Cav. Lombardini». Il podestà, «profondamente commosso dalla manifestazione di omaggio, rivolse il suo fervido ringraziamento alle autorità e al popolo» rinnovando la sua espressione di fiducia nell’avvenire di Riccione.

Esaurito il tributo di affetto nei confronti di Lombardini, dalla “casa comunale” si ricostituisce il corteo che si dirige verso il mare per celebrare la “Festa del Pino” e contemporaneamente inaugurare il viale Maria Boorman Ceccarini, abbellito con ingenti lavori alla carreggiata, ai marciapiedi e alle aiuole e reso ancora più suggestivo e grandioso dai suoi nuovi pini. «Accanto ad ogni pino – spiega il corrispondente de Il Popolo di Romagna – vennero posti due bimbi delle nostre scuole, anche per far partecipare le scolaresche all’antica e tradizionale festa degli alberi. Le autorità, le associazioni e la cittadinanza si disposero nello spiazzo di marina, ove il parroco del paese, don Agostino Magnani, impartì la benedizione ai pini. Durante tale momento varie barche a vela, pavesate di tricolore, attraversarono il nostro mare che era calmo e fulgente».

La cerimonia va avanti per tutta la giornata e prosegue anche la sera. Mentre le autorità, ospiti dell’associazione albergatori, si riuniscono nel salone dell’Hotel Milano, una folla di riccionesi e bagnanti assiste nel piazzale a mare allo spettacolo pirotecnico e al concerto della banda musicale «magistralmente diretta da Ivo Ducci» (Il Popolo di Romagna, 5 giugno 1927).

Due parole sui nuovi alberi di viale Ceccarini. Oltre a conferire maggiore dignità al centro balneare di Riccione, i pini rientrano in un ambizioso e antico progetto di Lombardini riguardante il «rimboschimento del litorale adriatico da Cervia a Cattolica». L’idea di «una spiaggia sommersa nel verde», Lombardini l’aveva caldeggiata dalle colonne del suo giornale, La Riviera Romagnola, prima ancora di assumere incarichi municipali. Nel dicembre del 1923, nelle vesti di sindaco, l’aveva poi illustrata al primo cittadino di Rimini, il prof. Antonio Del Piano, il quale era rimasto talmente entusiasta della proposta da «promuovere una riunione preparatoria per la costituzione di un comitato con l’incarico di studiare il grandioso e magnifico progetto» (La Riviera Romagnola, 3 gennaio 1924).

Su questo specifico argomento, il 19 marzo 1926 il consiglio comunale di Riccione, riunito in seduta straordinaria, approvava l’ordine del giorno proposto da Lombardini sulla «costituzione di un Consorzio fra Comuni, Enti e privati allo scopo di studiare la formazione di un piano per il rimboschimento del litorale romagnolo, dall’estremo lembo della pineta di Ravenna a quello di Cattolica». E i pini di viale Ceccarini rientravano in questo incantevole sogno (Il Popolo di Romagna, 28 marzo 1926).

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