Dal Comune di Rimini soldi a scuole private ma allontanando i “no vax”

Dal Comune di Rimini soldi a scuole private ma allontanando i “no vax”
L'ambulatorio vaccini dell'Ausl a Rimini

RIMINI. I bambini sono tutti uguali, così come le regole. Ecco perché il Comune conferma le risorse destinate alle scuole private, necessarie ad esempio ad abbattere il costo delle rette, ma chiede in cambio un rigoroso controllo sulle vaccinazioni obbligatorie per legge. Un “patto” annunciato dall’assessore alla pubblica istruzione Mattia Morolli, non a caso: «Solo l’anno scorso sono stati 66 i verbali presentati a 33 famiglie con figli iscritti in strutture per l’infanzia private perché non in regola».

“Patti chiari”
«Condividere le regole e un orientamento didattico comune in grado di ampliare e qualificare la collaborazione tra pubblico e privato nel sistema educativo 0 – 3 anni – spiega Morolli -. Questo il focus dell’incontro con una trentina di gestori privati di asili, a cui abbiamo presentato una bozza di convenzione per poter usufruire delle risorse regionali del progetto “Al nido con la Regione”. I privati che decideranno di aderire dovranno firmare la convezione, dopo la sua approvazione da parte della giunta, entro il 31 ottobre. La giunta, infatti, ha deciso di mantenere una quota delle risorse ricevute, 50mila euro, anche per promuovere il taglio delle rette negli istituti privati».

Più controlli
Nella convezione, oltre agli strumenti per l’abbattimento delle rette, sono stati inseriti alcuni articoli relativamente al rispetto delle regole e ai relativi controlli che i privati devono sottoscrivere per poter accedere alle risorse. Tra queste, in particolare, il rispetto delle norme sull’obbligo vaccinale. «La linea tenuta finora nelle strutture pubbliche dal Comune ci ha consentito di ridurre notevolmente il gap di copertura vaccinale che ha storicamente contraddistinto il nostro territorio. Ora, chiediamo di condividere questa linea anche ai privati. Solo l’anno scorso sono stati 66 i verbali presentati a 33 famiglie con figli iscritti in strutture per l’infanzia private perché non in regola con gli obblighi vaccinali». Qual è quindi l’obiettivo? «L’auspicio è quello che, anche grazie alla convenzione che andremo a firmare, si collabori non solo sui principi educativi e pedagogici, sulla compartecipazione economica, ma anche sul rispetto delle regole e i relativi controlli. Tra questi, non meno importanti, anche l’utilizzo dell’Isee come riferimento per la concessione delle agevolazioni».

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