Byoblu censurata da Youtube partendo dai video di Cesena

Il primo ad essere oscurato è stato il video di una manifestazione di piazza a Cesena. Sono state, infatti, le riprese di una delle prime edizioni del “No Paura Day” ad attirare l’attenzione di YouTube e a innescare il percorso che in poco tempo avrebbe portato il colosso dei video di casa Google a chiudere, tre giorni fa, il canale Byoblu.

Chiusi da YouTube

«Ve lo avevo detto che sarebbe successo. Era chiaro che l’intenzione fosse quella. Oggi è accaduto. Youtube ha rimosso in un solo istante 14 anni di contenuti, tra i quali molti di altissimo livello». Queste le parole con cui ne ha dato l’annuncio il fondatore del sito Byoblu, Claudio Messora, ex capo della comunicazione del M5s al Senato. La chiusura non è arrivata all’improvviso ma arriva dopo una serie di ammonimenti da parte di YouTube che da qualche tempo ha irrigidito i controlli ai contenuti ospitati dalla piattaforma per contrastare la diffusione di notizie false.

I video segnalati

A raccontare i fatti che hanno preceduto la chiusura è Messora stesso dal suo sito Byoblu. «A dicembre hanno oscurato le riprese di una manifestazione di piazza, a Cesena, che non erano state neanche pubblicate. Erano state caricate per valutazione interna e il titolo era “Non pubblicare”», la manifestazione in questione era una delle prime edizioni del “No Paura Day”, i cui video sono ancora disponibile sul sito di Messora. «A gennaio hanno rimosso un’edizione del Tg di Byoblu24» dove a partire da un editoriale del British Medical Journal, veniva messa in dubbio l’efficacia del vaccino Pfizer. «In seguito hanno rimosso un’intervista realizzata cinque mesi prima a un Senior Scientist dell’Università di Siena, solo perché parlava della Vitamina C. Poi hanno rimosso un altro spezzone di una manifestazione di piazza, questa volta a Milano, anche questa non pubblicata. Immediatamente dopo ci hanno demonetizzato il canale e hanno rimosso quasi 5 mila abbonati legittimamente conquistati. Infine, hanno rimosso un video dello scorso settembre 2020, realizzato nel corso di un’altra manifestazione di piazza, in cui parlava l’attivista panafricano Mohamed Konare».

La nuova strategia

Ma la “controffensiva” era già pronta. Messora con la notizia della chiusura del canale YouTube ha annunciato anche la raccolta fondi per acquistare un canale nazionale sul digitale terrestre. L’obiettivo economico era fissato a 120 mila euro, da raccogliere entro il 10 aprile. Ieri, dopo soli tre giorni dal suo lancio, la raccolta fondi aveva già superato i 250 mila euro.

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