Forlì, commercianti soddisfatti: “Giusto controllare solo il green pass”

Tra le richieste delle associazioni di categoria in tema di green pass c’era quella di evitare ai commercianti e ai ristoratori il ruolo di “sceriffi” e molti, anche a Forlì, hanno espresso perplessità sul fatto di dover chiedere i documenti ai clienti per verificare se corrispondono al titolare del green pass. Oltre infatti a richiedere tempo, sarebbe un’operazione che stride con le norme sulla privacy.

Una richiesta che nei giorni scorsi è stata sollevata più volte alla quale ha risposto ieri la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese: «I titolari dei locali non possono chiedere la carta d’identità ai clienti, ma il controllo del green pass spetta a loro». Lamorgese lo ha dichirato parlando delle proteste dei no green pass durante la visita a Torino, trasmessa in diretta da La Stampa. «Non si può pensare – aggiunge – che l’attività di controllo venga svolta dalle forze di Polizia: significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario, che è garantire la sicurezza». Lamorgese ha aggiunto che «si stanno valutando dei controlli a campione nei locali insieme alla Polizia amministrativa».

«Finalmente è arrivata la comunicazione che aspettavamo – afferma Giancarlo Corzani, direttore della Confesercenti di Forlì – abbiamo fin dall’inizio sollecitato questa applicazione, la precisazione della ministra Lamorgese ci dà sollievo anche se non toglie un grammo di responsabilità ai titolari dei locali che comunque devono farsi carico del controllo del green pass. Semplicemente si tratta di togliere a chi lavora un ruolo che non compete ai titolari degli esercizi pubbici».

Ci sono altri correttivi che probabilmente andrebbero applicati, come ad esempio quello relativo all’utilizzo del green pass all’aperto solo per le fiere e gli eventi culturali, mentre non serve per mangiare all’aperto.

«Probabilmente ci sono alcune cose migliorabili, ma non è questo il punto – sottolinea Corzani – il punto è che tutti dobbiamo sentirci impegnati, tutti devono capire l’importanza di rispettare le regole. Se qualcuno fa il furbo perché non viene chiesto di mostrare la carta d’identità, se c’è un controllo paga le conseguenze. È chiaro che i controlli sono difficili da fare, ma se capita è giusto sanzionare. Quello su cui dobbiamo lavorare è la coscienza civile, altrimenti non ne veniamo a capo. In realtà il senso è: è utile o no favorire la frequentazione a chi è meno portatore di problematiche? Per i pubblici esercizi è fondamentale poter evitare altre chiusure in caso di diffusione dei contagi e credo che a breve anche tutto il personale dei locali pubblici per lavorare dovrà essere vaccinato. Bisogna essere in regola se c’è la logica che ci crediamo. Se vogliamo stare insieme per evitare problemi bisogna essere vaccinati, chi non ha questa condizione sta fuori. A questo punto la regola è quella. Devi decidere da che parte stare, poi dico anche: attenzione non tutto è stato fatto bene. Il green pass serve che funzioni, ma non possiamo fare i controllori, era una forzatura che è stata recuperata».

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