Come proteggere i beni culturali dal clima estremo

Parte da Bologna l’innovazione che permette di proteggere i beni culturali dagli eventi climatici estremi, sempre più frequenti. Il metodo è stato ideato e sviluppato nell’ambito di due Progetti Interreg Central Europe che sono stati coordinati dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr di Bologna – ProteCHt2save e Strench.

Per migliorare la resilienza a eventi calamitosi, centrale è infatti la presenza di un piano di prevenzione che possa gestire i siti del patrimonio culturale e supportare gli operatori pubblici e privati per la sua gestione. In una ricerca pubblicata sull’International Journal of Disaster Risk Reduction al centro ci sono le alluvioni, le piogge intense, le inondazioni, che si traducono in minacce reali specie dopo che i cambiamenti climatici le hanno rese più frequenti nelle zone temperate. Gli studiosi hanno realizzato mappe di rischio a livello territoriale in grado di dividere le parti di territorio in circa 12 chilometri, e che sono basate sia sui risultati dei modelli climatici sia sulla valutazione della vulnerabilità dell’edificio. Tra le zone di studio, il Duomo di Ferrara e il parco di Villa Ghigi di Bologna: nel primo esempio la criticità maggiore è legata alle bombe d’acqua. Nel secondo, invece, la situazione è più articolata con fenomeni di piogge intense, nevicate e frane.

«L’analisi mostra in quei territori un aumento dell’indice climatico utilizzato per le precipitazioni intense in un lontano futuro (2071–2100) nello scenario pessimistico, con un’elevata probabilità di rischio di alluvioni – spiega Alessandra Bonazza del Cnr-Isac, coordinatrice dei progetti e primo autore dell’articolo – Gli edifici selezionati nelle aree pilota presentano un alto grado di vulnerabilità, dovuto alla significativa suscettibilità delle strutture all’impatto idrico e soprattutto alla mancanza di un piano di manutenzione».

Lo strumento è stato ideato per supportare i gestori pubblici e privati nel migliorare le capacità di mitigazione agli impatti dei cambiamenti climatici e dei rischi naturali. Sarà utile per i monumenti, gli edifici storici e i siti archeologici, piccoli borghi montani e giardini storici, nelle aree urbane e costiere.

L’iniziativa ha coinvolto anche le città di Praga, con la sua area storica di Troja, e Krems-Stein in Austria.

Qui è stata creata una prima mappatura sperimentale, grazie all’implementazione di tutti i dati disponibili relativi a questi centri dell’Europa Centrale, altamente suscettibili alle inondazioni e che in passato hanno più volte dovuto affrontare il tema del rafforzamento della resilienza del loro patrimonio culturale e naturale.

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