Come gestire le foreste in maniera responsabile

Diego Florian, tra i protagonisti del workshop del Montefeltro Green Festival ‘Transizione ecologica e nuove professioni’ (sabato 24 settembre alle ore 11), è direttore del Forest Stewardship Council (FSC) Italia. A Verde racconta di che si occupa questa realtà nata per la gestione responsabile delle foreste e offre consigli e spunti per chi vuole intraprendere una professione in ambito green.

Di che cosa si occupa il Forest Stewardship Council?

«L’FSC è stato fondato in Canada nel 1994 con l’obiettivo di coniugare le diverse aspettative (economiche, sociali e ambientali) per la gestione forestale responsabile in tutto il mondo, attraverso l’emanazione di standard gestionali basati su principi e criteri concordati tra i soci di FSC e validi a livello internazionale. FSC Italia nasce nel 2001 come associazione no-profit, in armonia con gli obiettivi di FSC Internazionale».

Che cosa si intende per gestione forestale responsabile?

«Si intende adeguare la gestione forestale di una determinata proprietà boschiva ad una serie di regole (standard FSC) che garantiscono una performance superiore ai limiti posti dalla legislazione forestale locale, in termini di rispetto dell’ambiente in cui si interviene, realizzazione di impatti socialmente positivi, garanzia di sostenibilità economica di medio/lungo periodo per i gestori forestali e le comunità all’intorno».

Scienze forestali può apparire un percorso di studi originale per un ragazzo, quali sbocchi professionali può offrire?

«Ho terminato il mio corso di studi nel 2003 quando le opportunità per un lavoro nel settore forestale “classico” erano molto rare. Serviva perciò specializzarsi ulteriormente in ambito ambientale o agronomico, oppure si poteva cercare di proseguire gli studi con ulteriori specializzazioni o tentando la carriera di ricercatore con un dottorato, come ho avuto la possibilità di fare io. In ogni caso ritengo che la formazione ricevuta ci abbia dato gli strumenti per poterci inserire in una ampia gamma di professioni legate al settore ambientale, quali valutazioni d’impatto, educazione a vari livelli, progettazione per lo sviluppo rurale…»

Quali le principali difficoltà nel suo percorso di studi e professionale?

«Forse le maggiori difficoltà sono legate al fatto che la figura professionale del laureato forestale è semisconosciuta, pur apparendo affascinante, e il mondo della politica e dell’industria tendono ad ignorarne l’esistenza. Ma qualcosa forse sta cambiando, in meglio, anche nel nostro Paese».

Che consiglio si sentirebbe di dare a un giovane amante dell’ambiente che vuole lavorare in quest’ambito?

«Mai scoraggiarsi se non si vede un immediato futuro professionale nel corso degli studi. Non perdere occasione di arricchire il curriculum personale con esperienze extra-universitarie, soprattutto attraverso stage e tirocini e borse di studio internazionali. La flessibilità decisionale richiesta dall’ambito forestale tornerà utile in ogni contesto professionale».

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