Colture biologiche ed eventi L’idea della “Fragola de bosch”

Il tempo delle fragole è finalmente arrivato anche in Romagna, un po’ in ritardo visto le temperature. E in quel di Gambettola c’è un vero e proprio “posto delle fragole”, anzi una via, fra l’argine del torrente Rigossa e la pianura. Via Sottorigossa, appunto, dove le fragole sono da sempre la coltura principale e dove adesso nei tunnel aperti, che le proteggono dalle intemperie senza forzarne la maturazione, la raccolta iniziata a fine aprile sta entrando nel vivo. Qui dal 2012 si è evoluta l’idea di Piergianni Pazzaglia e di sua moglie Donatella Pagliarani che insieme al figlio Nicolò e al genero Nicola hanno trasformato l’azienda agricola tradizionale di famiglia in qualcosa di nuovo, creando un paesaggio che non c’era fra l’orto e il campo.

Serre e orti-giardino

È nata così “La fragola de bosch” che oggi unisce produzione agricola e ospitalità, casa vacanze, fattoria didattica e luogo di eventi di charme all’ombra di due serre popolate di alberi da frutto e frutti di bosco da cui si ricavano confetture, frutti e ortaggi per la vendita diretta. La coltura principale resta però sempre lei, la fragola. «I miei hanno sempre coltivato fragole e io in questa azienda agricola ci sono cresciuto», spiega Piergianni. Donatella invece c’è arrivata dopo, «a 50 anni quando ho lasciato l’azienda di moda per la quale lavoravo, decidendo di mettere le mie energie in qualcosa che fosse per la mia famiglia». Una specie di cura Zen in primis per se stessa, da cui sono nati l’orto a forma di tartaruga, «simbolo della terra e della natura», le serre trasformate in grandi scenari rurali che ospitano oggi cerimonie, matrimoni, eventi musicali e non solo, il “giardino onirico” ornato con salici, piccole tende da circo che hanno per pali naturali gli alberi da frutto, sculture con campane tibetane e da questa estate anche una fiammante Westmoreland star. Proprio un esemplare della storica roulotte portata lì dai Mutoid, la comunità punk della vicina Santarcangelo, restaurata da Piergianni nei lunghi mesi di lockdown e ora pronta a ospitare nuove esperienze, o anche solo a farsi guardare in questo giardino che è la porta d’accesso agli orti e al campo di fragole, dove il lavoro diventa duro, agricolo.

Il campo di fragole

«Da quest’anno abbiamo ampliato nuovamente la coltura delle fragole riportandole a 4000 metri quadrati –spiega Piergianni Pazzaglia –. Le coltiviamo in biologico e la raccolta avviene in collaborazione con i nostri vicini di Rosso Fragola, in parte vengono vendute fresche, in parte trasformate, con l’aumento della produzione le conferiremo anche all’ingrosso. I terreni li ruotiamo di anno in anno, li ripuliamo e li nutriamo con colture di favino per il sovescio , perché la fragola ha bisogno di terreni ricchi e ben nutriti». Tra un volo di rondini e un fruscio di salici piangenti, si arriva al campo attraversato il giardino, che dietro la serra ospita anche un pollaio e un secondo laghetto che serve per raccogliere le acque piovane e irrigare ma è diventato anche la casa di anatre oche e altri animali da cortile. Il “giardino onirico” fa da corte al bed and breakfast unito alla casa padronale e da lì si passa prima all’orto dove le colture invernali stanno lasciando il posto a quelle estive, al frutteto misto, vero e proprio poi al campo di fragole. «In questo pezzo di terreno le fragole sono tornate dopo dieci anni, per il resto giriamo le colture ogni anno –spiega Piergianni –, la fragola ha bisogno di un terreno sano e vivo che noi cerchiamo di lavorare meno possibile. La raccolta è appena cominciata e durerà un mese e mezzo, la varietà che abbiamo noi qui è la aprica. Raccogliamo su prenotazione ogni mercoledì e lavoriamo sul fresco, il resto va conferito in cooperativa o trasformato in confetture, che qualcuno chiede anche come bomboniere se viene a festeggiare il proprio matrimonio nelle nostre serre».

L’autoraccolta in orto

Invece, proprio sotto la prima delle due grandi serre agricole è stato allestito il singolare orto a forma di tartaruga. Una serie di cassoni che visti dall’alto rendono la forma del nobile animale simbolo della sacralità della terra, della longevità e anche della lentezza. «Lo abbiamo composto dando più spazio possibile alla biodiversità –spiega Donatella –. Ci sono le zone delle insalate, della aromatiche, sedani, anche le fragole, altri ortaggi che saranno pronti con l’estate e che le possono raccogliere da sé. In mezzo ci sono fiori, alcuni piantati apposta in consociazione per combattere gli insetti parassiti, come il nasturzio che protegge i sedani dagli afidi, ma anche fiori ornamentali ed alcune piante che nel nostro orto giardino arrivano da sé e noi le lasciamo crescere». Tra insalate e fiordalisi, sedani e papaveri californiani, a serra si sta ripreparando alla rigoglio della nuova buona stagione, intanto nelle mattine di lunedì, mercoledì e venerdì, che poi diventeranno solo le prime tre giornate della settimana per lasciare spazio anche ad altre attività, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 si possono raccogliere i propri ortaggi, per chi non è avvezzo seguendo alcune piccole istruzioni dei padroni di casa.

Eventi in serra

La seconda serra, perpendicolare e connessa a quella dell’orto, coperta da pannelli fotovoltaici che alimentano di energia sostenibile l’azienda, presenta un grande spazio arredato con installazioni e parquet in legno per eventi e matrimoni, immersi nella natura. «Ma al contempo produce mandorle, ciliegie e anche lamponi, ribes e altri piccoli frutti per le nostre confetture e i nostri succhi di frutta –spiega Donatella Pagliarani –. Abbiamo inserito anche il laghetto con i pesci e la fontana dove poco a poco sono arrivate anche le rane e abbiamo cominciato a risentire la loro voce, come quella degli uccellini che con le colture intensive, fino a pochi anni fa, erano sparite». La Fragola de bosch è in effetti un luogo che non ti aspetti, nelle campagne a ridosso di Gambettola, nota per il ferrovecchio e per le serre di fragole, un angolo di paesaggio creato dove non c’era, ma con quegli stessi elementi che la campagna dà.

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