Colombari: sarà per Rimini come l’Expò per Milano

Martina Colombari accoglierebbe con «enorme piacere» la candidatura di Rimini come capitale della cultura 2024. L’attrice e conduttrice riccionese per questa seconda ondata di pandemia è tornata a stare nella sua terra d’origine e ha avuto modo di riscoprirla da vicino, anche se non l’ha mai abbandonata perché è sempre tornata nella casa che ha qua per i momenti di festa da trascorrere insieme alla sua famiglia.
Cosa rappresenterebbe per lei questa candidatura?
«In questo momento sarebbe davvero come una manna dal cielo – commenta –, soprattutto per i settori che caratterizzano maggiormente il nostro territorio come il turismo, ma anche il cinema, il teatro e lo svago in senso più ampio del termine. Svago che però per tantissime persone significa lavoro. Questi sono settori che sono stati tra i più colpiti e allo stesso tempo anche poco supportati e sostenuti. Attraverso questa possibilità potrebbe quindi aprirsi una bellissima occasione».
Un’occasione anche per Rimini di affermarsi in maniera diversa dal solito nell’immaginario collettivo?
«Sì, è arrivato il momento di sganciarci dallo stereotipo: siamo la terra di Raoul Casadei, della piadina e di Federico Fellini, ma siamo anche molto altro, abbiamo tanto da offrire a livello culturale e lo stiamo facendo emergere anche attraverso le varie figure politiche che rappresentano il territorio come Stefano Bonaccini, Andrea Gnassi e Renata Tosi. La nostra terra è piena di risorse e così potrebbe essere valorizzata a pieno come è stato per l’Expo a Milano quando ci è stato permesso di rendere la città ancora più bella, farla conoscere e metterla al pari delle capitali europee perché non ha niente di meno».
Da anni vive a Milano, ma che rapporto ha con Riccione?
«A ottobre siamo venuti a stare un po’ qua e pensavamo di rimanere poche settimane invece non ci siamo ancora spostati. Sono andata via da Riccione dal 1993 e per così tanto tempo non ci ero più rimasta, pur tornandoci abitualmente, ma riconosco che la mia terra mi abbia dato tanto per quello che sono come persona e per quello che sono diventata. La famiglia è la base da cui partono tutti i tuoi valori ma anche la terra è fondamentale e noi abbiamo questa straordinaria capacità di risollevarci, siamo coraggiosi, tenaci e se ci venisse data anche questa occasione di diventare capitale della cultura potremmo mettere in campo tutta la nostra capacità. Il finanziamento poi rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per il turismo e la cultura, che purtroppo sta venendo messa da parte e non lo trovo giusto».
Cos’è per lei la cultura?
«La cultura è alla base di tutto. Non è solo in un libro, in un film o in una mostra ma credo che l’informazione e la curiosità siano ciò che ci tiene in vita e non devono mai mancare».

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