Coi videogame online spillavano soldi a un 15enne: due a processo

Preso in mezzo e ripulito della paghetta che può avere un 15enne, fino a quando, dopo aver rifiutato di pagare l’ultima scommessa persa, davanti alla minaccia di essere “denunciato” ai genitori, ha deciso di vuotare il sacco e di essere lui, attraverso la mamma, a denunciare i due approfittatori. Ed ora per un 23enne e un 25enne residenti a Novafeltria, il sostituto procuratore Luca Bertuzzi ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per il reato di circonvenzione di incapace continuata in concorso. L’udienza preliminare è stata fissata dal Gup Manuel Bianchi per il prossimo 10 ottobre.

La trappola

Fortnite. È questo il nome della trappola in cui è caduto l’adolescente residente a San Marino. Fortnite è un gioco virtuale dove i giocatori si sfidano su vari campi: salvare il mondo in una terra post-apocalittica; la Battle Royale ambientata su un’isola in cui 100 giocatori lottano per la sopravvivenza; come Fortnite Battle Royale, in cui si possono creare mappe e giochi con le regole che si vogliono. I due indagati, secondo i riscontri raccolti con l’indagine dai carabinieri della Compagnia di Novafeltria, dopo aver preso all’amo la loro giovane preda (era il luglio del 2019), hanno iniziato a spillargli soldi, mettendo in palio premi, per ogni partita giocata, l’acquisto on line di accessori indispensabili per le battaglie, dal costo variabile tra i 5 o 10 euro che il ragazzino pagava col proprio PostPay su un altro conto analogo riconducibile alla coppia. Senonché, di lì a poco, la posta sarebbe mutata e le scommesse on line sarebbero arrivate a toccare anche 90 euro a sfida. Partita che, ovviamente, non era in grado di vincere dovendo affrontare due avversari coalizzatisi per spennarlo.

Agosto 2020

Il giochino, che costerà al ragazzino in totale 263 euro, forse sarebbe proseguito, se la coppia di “squali” non avesse cercato di piazzare il colpo grosso. Vinta l’ennesima partita, infatti, gli hanno presentato un conto da saldare di 400 euro. Al suo reiterato rifiuto di pagare, è quindi scattata la minaccia: «Se non ci dai i soldi, raccontiamo tutto ai tuoi genitori». Un grave errore averlo messo spalle al muro. Impaurito dalla reazione che avrebbero potuto avere mamma e papà, ha deciso di vuotare il sacco. Il passo successivo è stato quello della presentazione della denuncia alle autorità italiane.

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