Covid. Stop per altre 20 classi, quasi mille bambini in Dad

Raddoppiano le classi costrette alla didattica a distanza: altri 20 contagi nelle scuole della Romagna portano il numero di aule vuote a 43 e con esse circa un migliaio di bambini e ragazzi obbligati a rimanere a casa dall’ordinanza del presidente della Regione Emilia Romagna datata 6 aprile. Le nuove prescrizioni infatti impongono l’obbligo di quarantena per 14 giorni a tutta la classe nel caso di un contagio e a una settimana dalla riapertura di asili, primarie e prima media gli effetti sono già eclatanti. Con la riapertura in presenza di tutto il ciclo delle scuole medie e al 50% delle superiori i presidi sono già alle prese con una normativa che impone anche l’assenza del docente venuto in contatto con i contagi. E per chi ha più insegnamenti significa che ci saranno classi di alunni in presenza “abbandonati” da soli in aula.

Un problema che i dirigenti scolastici della provincia di Rimini hanno già sottoposto all’Ufficio scolastico per ottenere un aggiustamento e facilitare così la presenza in classe degli insegnanti. «Si rischia di paralizzare la scuola – analizza Nicola Tontini, direttore del Circolo didattico Zavalloni di Riccione -. L’insegnante di una classe dove c’è un contagio può tornare a scuola in attesa del tampone ma non avere contatto con altre classi. Ciò significa che per 4 o 5 giorni, i tempi del tampone, la sua classe che non è in quarantena sarà priva di insegnante, dovrà seguire le lezioni a distanza. Ma nessuno sorveglierà i ragazzi e per elementari e medie è un problema. E non possiamo neanche sostituire un docente visto che non è tecnicamente in malattia e i tempi sono troppo stretti. Insomma un bel pasticcio».

Le scuole forlivesi

Nel Forlivese i contagi in classe passano da 11 a 14 nelle ultime ore. Ai focolai segnalati lunedì nelle scuole elementari Saffi, Villafranca e di Meldola si aggiungono le positività rilevate la scorsa settimane e quelle nuove alla Diego Fabbri e alla scuola materna Lucertola blu. A Modigliana, invece, in seguito alla diagnosi di Covid di un docente, gli alunni sono stati sottoposti a tampone preventivo ma non a quarantena come negli altri casi, poiché in base alla nuova ordinanza regionale il professore non è considerato “contatto stretto” e non scatta dunque l’automatismo dell’isolamento domiciliare. «Mettere in dad ogni classe in cui si rileva un contagio richiede grande impegno alla scuola, ma soprattutto alle famiglie dei bambini, che pur comprendendo l’emergenza devono far fronte a complesse dinamiche organizzative» riferisce Nadia Mastroianni, dirigente scolastica dell’istituto Carmen Silvestroni di Forlì, dove al momento sono in quarantena una sezione della scuola materna (la Lucertola blu) e due classi della scuola elementare Rodari.

Le scuole cesenati

Quattro le classi in quarantena nel Cesenate. «I nuovi protocolli preoccupano un po’ – conferma Lorenza Prati, dirigente del liceo Righi di Cesena –. Mancheranno 7-8 settimane alla fine della scuola, se le quarantene durano 14 giorni è facile capire che c’è il rischio che la possibilità di un ritorno alla didattica in presenza venga fortemente limitato. Ho fatto una circolare che spiegava le novità del protocollo con l’intento proprio di richiamare gli studenti ad avere la massima attenzione. Penso in particolar modo agli studenti di quinta… occorre la massima responsabilità da parte di tutti». A questo elemento si aggiunge la preoccupazione per la gestione dei docenti in caso di sospetta positività: «Alcuni hanno fino a 9 classi, la frequenza al 50% riduce un po’ il problema ma comunque se dovesse presentarsi il caso non sarà semplice gestire queste situazioni».

Le scuole ravennati

Otto le classi in dad a causa contagi nel Ravennate: tre nelle scuole primarie, una alle medie, una in un istituto professionale, appena tornata in presenza. A casa anche due sezioni della materna e una sezione di nido. Giancarlo Frassineti, dirigente del liceo di Lugo e dell’istituto comprensivo Cervia 2 è alle prese con tutte le problematiche degli alunni dai 4 ai 19 anni. «Per l’istituto comprensivo di Cervia con il rientro delle seconde e delle terze medie siamo ben lieti di riprendere al completo senza suddividere le classi. Il nostro compito è coniugare la sicurezza con l’attività didattica. Se dovessimo trovarci con insegnanti in attesa di tampone abbiamo affrontato il problema organizzativo inserendo altri docenti fino all’esito. Finora abbiamo solo una classe in quarantena nella primaria».

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