Claudio Morici a Villa Torlonia di San Mauro

I suoi video sono diventati un irresistibile siparietto della televisiva “Propaganda live”, per riflettere sull’attualità irridendola con stile originale. Claudio Morici da Roma scrittore per vocazione, si è ritrovato “performer” teatrale per mancanza di tempo. Stasera alle 21.30, nella pascoliana Villa Torlonia di San Mauro, presenta 46 tentativi di lettera a mio figlio, lavoro intimo e personale scritto tre anni fa, a 46 anni, immaginando una lettera per ogni anno di vita.

Morici, contengono più verità o finzione le sue lettere al figlio?

«C’è molta verità, almeno un 75 per cento contro un 25 di invenzione. Mi sono separato dalla madre di mio figlio quando il bambino era piccolo, oggi ha 8 anni. Ho perciò immaginato come spiegare a un bambino di tre anni le ragioni della separazione. Ma, non sapendo lui leggere, diventano lettere che il protagonista manda in qualche modo a se stesso».

I genitori separati ringraziano.

«Non solo loro; succede che tutti abbiamo un padre, e lo spettacolo parla delle difficoltà dei padri nel trovare un contatto coi figli, nello spiegare loro cose complicate della vita. Tematica sentita da qualsiasi padre, anche non separato. Così pure ogni figlio vive il comportamento di un genitore che vorrebbe dirgli qualcosa».

I suoi video online, come su “Propaganda live”, presentano un approccio originale di scrittura.

«Non mi interessa la satira politica; preferisco raccontare ciò che le persone dicono o pensano quando si svegliano al mattino, cose comuni a tutti, come le varianti del Covid o l’essere padri e figli, facendo una satira sociologica attraverso una scrittura storta, per trovare un senso di libertà al contrario. Il racconto storto esplica più chiaramente il racconto dritto. Del resto tutte le cose sono più storte di quello che pensiamo, e cambiano a seconda di come le vediamo».

È vero che è diventato un personaggio pubblico per mancanza di tempo?

«Sì, sono salito su un palco a 40 anni, sono un infiltrato, prima scrivevo romanzi. Ho pubblicato con E/O, con Bompiani; tutt’ora mi ritengo più scrittore, ma non l’ho più fatto perché non avevo tempo. Sembra assurdo ma scrivevo romanzi quando vivevo all’estero a Granada, in Messico, a Londra, quando viaggiavo e spendevo meno, riuscendo a dedicarmi per ore ogni giorno allo scrivere. Rientrato a Roma ho constatato che è dura mantenersi, la vita è cara, dovevo lavorare. Facevo il pubblicitario, guadagnavo. Ho lavorato anche con Save The Children, ho fatto cartoni animati per Medici senza frontiere, Greenpeace, ho collaborato con l’ambientalista “Terra”, ma il mio desiderio era di scrivere».

Come l’ha risolto?

«Non avendo più tempo per scrivere romanzi sono passato a cose brevi, che leggevo su richiesta nei bar e librerie. Alla gente piacevano, addetti ai lavori mi hanno sollecitato a trasformarli in spettacoli e ho debuttato nei teatri romani. Durante il lockdown ho anche iniziato a fare video sui social, ne ho inviati tre all’home page di “Repubblica” e mi hanno chiamato a Propaganda».

Tornerà a fare lo scrittore a tempo pieno o continua con teatro e tv?

«Sto progettando di unire le cose; vorrei scrivere un libro e trasformarlo in uno spettacolo. L’idea è di comporre un racconto basato su coppie che si lasciano. Ho già fatto il video “45 minuti di coppie che si lasciano”, gag su coppie che si lasciano in tutti i modi. Hai la certezza che lì dentro c’è anche la tua coppia, il tuo passato».

Info: 3703685093

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