Classense: apre oggi la mostra su Dante e Faruffini

Sabato 18 alle 18.30 nella Manica lunga della biblioteca Classense apre la mostra Dante e Faruffini: il fascino del Poeta su un pittore dell’Ottocento. La mostra sarà visitabile fino al 26 febbraio 2022. Si tratta di un omaggio al pittore lombardo Federico Faruffini (1833-1869), il cui percorso artistico ha più volte incrociato il Sommo Poeta, di cui fu attento ed appassionato lettore. Il rapporto tra i due viene indagato nella mostra ravennate, patrocinata dalla Società Dantesca Italiana e dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante e curata da Benedetto Gugliotta, responsabile dell’Ufficio Tutela e valorizzazione della Biblioteca Classense, e da Anna Finocchi, storica dell’arte tra le principali conoscitrici dell’opera faruffiniana. Pochi dipinti, incisioni e volumi d’epoca formano un itinerario raccolto e prezioso, allestito negli spazi della Manica Lunga. Tra le opere più importanti, il celebre “La porta di casa degli Alighieri. Reminiscenze a Firenze” (olio su tela, 1859, coll. priv.), recentemente esposto a Forlì, Musei di San Domenico, che si potrà ammirare per la prima volta accanto al delizioso bozzetto preparatorio e all’incisione che lo stesso artista ne trasse, quest’ultima concesso dai Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia insieme ad un’altra opera. Il percorso, idealmente partito da Firenze, dove il pittore si ispirò nel 1856 per “La porta di Casa degli Alighieri”, termina con l’opera incisoria intrapresa da Faruffini per l’edizione Pagnoni della Commedia (1865) e soprattutto con l’albo di firme della tomba di Dante, ms. Classense n. 626 (1863-1897), che contiene un disegno dantesco, recentemente riscoperto dal curatore della mostra, tracciato da Faruffini il 27 ottobre 1863 in occasione di un suo finora sconosciuto viaggio in Romagna.

Si riannodano così i fili di un antico rapporto tra Ravenna, Dante e i viaggiatori che, lungo il dipanarsi dei secoli e ciascuno con la propria sensibilità, hanno reso omaggio al sepolcro del Poeta. Nel pantheon dei visitatori e delle visitatrici illustri dell’età moderna e contemporanea Faruffini si aggiunge a Vittorio AlfieriLord ByronPio IXVittorio Emanuele II e altri sovrani, d’AnnunzioEleonora DuseNazario Sauro, e poi ancora De GasperiEinaudi, fino a Gino Bartali. La mostra è l’occasione per narrare con dipinti, bozzetti e libri dell’epoca un caso esemplare: il legame tra un grande artista dell’Ottocento e Dante, in questo caso visto anche come “padre della Patria”. «La presenza di Faruffini a Ravenna – afferma Fabio Sbaraglia, assessore alla Cultura -rappresenta un episodio che consolida il ruolo della città come vero e proprio santuario del culto dantesco tra Otto e Novecento. In occasione del Settecentenario della morte di Dante questa mostra arricchisce ulteriormente il vastissimo programma espositivo che la città ha dedicato al Poeta e fa da complemento alla grande mostra del MAR “Dante. Un’Epopea POP”». «La biblioteca Classense, che da poco ha scoperto di possedere un inedito emozionante disegno di Faruffini – evidenzia Maurizio Tarantino, direttore dell’Istituzione biblioteca Classense –  prosegue nella sua opera di valorizzazione del lascito dantesco, attenta custode del patrimonio ma anche capace di rinnovare l’attenzione nei confronti di questi beni».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui