Civitella, ucciso e decapitato: “Una morte annunciata”. L’accusa della sorella

«Cronaca di una morte annunciata, nessuno ci ha ascoltato». Nel suo immenso dolore Anna Severi non risparmia accuse: nel suo lungo post su Facebook la sorella di Franco Severi, il cui cadavere decapitato è stato ritrovato in un dirupo vicino casa a Civitella mercoledì sera scorso, getta altre ombre sul già misterioso omicidio ancora senza risposte. In tanti le chiedono di spiegare a cosa si riferisce ma lei tace, sono le uniche parole che non rivolge a Franco a cui dedica un toccante ricordo. «Non posso ancora credere che non ci sei più, il fratello che tutti vorrebbero avere, quando avevo bisogno eri sempre pronto a correre ed aiutarmi in tutto, anche quando rimanevo a piedi a tutte le ore di notte ti svegliavo e correvi – scrive la donna che ha una pizzeria da asporto a Santa Sofia –. Ci siamo aiutati a tenere nostra madre a casa e tu l’hai seguita fino alla sua morte, anche quando io non riuscivo a venire per problemi di salute. Tutti i lunedì venivo a trovarti, a stare insieme ai miei cani che tenevi come bambini, ti chiedevo come andava e tu mi rispondevi sempre bene per non preoccuparmi». E poi il riferimento alla morte «di cui nessuno ci ha avvisato, lo abbiamo appreso dalla gente di paese. Spero con tutto il cuore che tu non abbia sofferto. Ciao Franco riposa in pace sarai sempre nel mio cuore».

Una famiglia sconvolta da un efferato delitto sulle cui indagini i carabinieri mantengono il più stretto riserbo. Nulla è trapelato e per questo le voci si rincorrono e ora le parole di Anna Severi alimentano altre supposizioni. Solo alcune cose sono chiare e fra queste le tensioni, i litigi, le cause che dividevano i fratelli. Come ha ricordato il fratello Romano sulle pagine del Corriere Romagna: «C’è un problema con un fratello, il quale è ossessionato da alcune convinzioni e ha atteggiamenti di vittimismo. Franco in alcune occasioni si era scontrato in tribunale con lui, aveva vinto le cause riuscendo a dimostrare la verità, cioè che nostro fratello diceva solo calunnie nei confronti di tutti, a volte non risparmiava percosse e minacce. La situazione purtroppo non è davvero rosea su questo fronte».

Franco «era un grande lavoratore, aveva il suo carattere, un po’ deciso, ma era amato. Era il classico romagnolo di montagna». In paese tutti lo descrivono come un bonaccione, nessuno si capacita di quella morte orribile. L’ultima volta che è stato visto era martedì mattina: ha fatto colazione nel solito bar, poi mercoledì sera il ritrovamento del corpo, privo della testa (che ancora non è stata trovata), decapitato, con un taglio netto, ha rivelato l’esame autoptico eseguito venerdì pomeriggio. Ma gli interrogativi sono ancora tanti: gli investigatori hanno già sentito fratelli e sorelle di Franco così come l’amico che ha ritrovato il corpo nel dirupo profondo venti metri mercoledì sera: avevano un appuntamento al quale Franco non si è presentato.

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