Cinema: le cose che Guerra sapeva della Romagna

SANTARCANGELO. “Due o tre cose che so di lei. Tonino Guerra e la Romagna” è il titolo del documentario in onda sulla piattaforma www.docacasa.it dove è possibile vederlo fino al 14 maggio. Non solo la Romagna di Tonino Guerra ma tanti altri documentari da gustare restando a casa.
Un intenso lavoro, questo, che regala uno spaccato di artista e di uomo in rapporto con la sua terra d’origine, e insieme una biografia che evidenzia il suo essere scrittore e sceneggiatore, con un accenno ai film di Antonioni e Fellini, con cui tra i tanti registi Guerra ha collaborato. E tra un racconto autobiografico e l’altro il suo pensiero sulle caratteristiche della nostra regione.
«L’Emilia-Romagna è tra le più importanti d’Italia con le sue grandi città ed è piena di industrie, attività, intelligenze. È una terra che ha dato e dà molto all’Italia e al mondo. Una regione attraversata da una importante strada romana che è la via Emilia».
Così Tonino Guerra si esprimeva parlando della sua terra, sollecitato dagli amici documentaristi Nene Grignaffini e Francesco Conversano in occasione della realizzazione della loro quadrilogia dedicata alla via Emilia. Quattro film sull’Emilia-Romagna (Movie Movie 2003) narrata attraverso l’occhio artistico di quattro protagonisti d’eccezione tra cui appunto Guerra. «Impossibile dimenticare la collaborazione con Tonino», affermano i due autori bolognesi che hanno all’attivo documentari e riconoscimenti in tutto il mondo. Quella con il poeta e sceneggiatore santarcangiolese fu un’esperienza straordinaria di grande profondità, hanno più volte raccontato, perché Guerra, come suo solito, non solo parlava amabilmente ed era un affascinante affabulatore, ma dava suggerimenti e indicazioni sulla sceneggiatura, le inquadrature, la regia. Come amava ripetere, decenni di esperienza nel cinema lo autorizzavano a offrire un costante e concreto contributo al momento delle interviste e delle riprese.
Ne è testimonianza proprio questo video in cui nell’incipit afferma: «I grandi momenti sono all’inizio e alla fine, allora la domanda è: qual è la prima immagine?». E la prima è quella che lo riprende mentre cammina sotto la neve a Mosca con a fianco uno squadrone dell’Armata Rossa in libera uscita. Allora ecco la domanda: non si parlava di Emilia-Romagna? Ma svela Guerra: «La prima regola è essere misteriosi, le tue cose preziose tu non le mostri subito… prima c’è qualcosa che allude e poi finalmente la mostri». E quindi il passaggio dalla fredda Russia, sua seconda patria, dove si rifugiava spesso con la moglie Lora che quel continente glielo avevo portato in dote, all’Emilia operosa e alla solatia Romagna, viaggiando lungo l’antica via consolare.
Un’occasione da non perdere rivederlo oggi perché questo film è un modo per rincontrare il poeta mentre svela il suo sentire e in particolare la tenerezza verso le sue origini. «La Romagna è una parte della regione e ha un suo carattere particolare: una grande generosità. Ha sempre avuto un occhio felice e bello per gli altri. Cioè difendere gli altri e fare qualcosa per gli altri». Ed è con fierezza che aggiunge: «Anche lei non è una cosa unica: c’è la Romagna bagnata dal mare e quella a maggio fiorita, stupenda, quella con le montagne grandi che da lontano diventano trasparenti, dove respiri un’aria ancora salubre, e da cui puoi vedere il mare che è una riga lunga e blu. Insomma la Romagna è un posto dove ti senti bene».

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