MONREALE – Sarà ricordato come il “Giro delle foglie morte”. In oltre cento edizioni la corsa rosa non si è era mai spostata dalla sua collocazione naturale in primavera, disputandosi sempre nei mesi di maggio e giugno. L’unica edizione che non rispettò la regola fu quella del 1946 che si concluse nel mese di luglio, ma era ovviamente un’annata speciale con il paese ancora da ricostruire dalle macerie della guerra e il Tour ancora fermo.

L’edizione del 1946 fu per tutti il “Giro della ripartenza” e in tanti hanno abusato della stessa parola per descrivere anche l’edizione che scatterà oggi dalla Sicilia. In realtà sarà un Giro pesantemente marcato dal Covid, con protocolli rigidissimi e con il traguardo di Milano come vero e primario obiettivo per la carovana rosa.

Sarà anche il Giro delle giornate corte e delle cime dolomitiche affrontate in pieno autunno con il rischio di freddo e di neve. Un Giro d’Italia che, anche per queste anomalie, si presenta comunque interessante e tutto da seguire.

Il percorso

Come negli ultimi anni sarà un Giro all’insegna dell’equilibrio. A differenza di Tour e Vuelta, la corsa rosa non ha voluto abbandonare le cronometro e saranno ben tre le gare contro il tempo: si parte già oggi con la crono di 15,5 da Monreale a Palermo che assegnerà la prima maglia rosa. Il percorso è poi variegato con una continua alternanza di tappe per velocisti, frazioni nervose e arrivi in salita che sfrutteranno al meglio le peculiarità della penisola italiana.

Già nei primi dieci giorni ci saranno ben tre tappe in grado di far saltare il banco con gli arrivi in quota sull’Etna (3ª), Camigliatello Silano (5ª) e Roccaraso (9ª). La settimana decisiva sarà ovviamente la terza con i tapponi di Laghi di Cancano (18ª) e Sestiere (20ª) che si affideranno alla benevolenza del tempo: difficile dire se si potranno scalare a fine ottobre lo Stelvio (2758 metri) e il Colle dell’Agnello (2744 metri).

Romagna “cuore” del Giro

La Romagna sarà al centro del Giro d’Italia con le tre frazioni romagnole che saranno affrontate esattamente a metà corsa. Il Giro arriverà mercoledì 14 ottobre con la Porto Sant’Elpidio-Rimini che attende lo sprint a ranghi compatti e la vittoria di un velocista. Un giorno speciale perché cadrà nel giorno della festa patronale di San Gaudenzio e perché Rimini attende la corsa rosa da ben 60 anni.

Il giorno successivo (15 ottobre) spazio alla festa della “Nove Colli” con la Cesenatico-Cesenatico che vuole celebrare la granfondo più antica del mondo in quello che sarebbe dovuto essere l’anno del cinquantenario. È la frazione più attesa da tutti i cicloamatori, desiderosi di confrontare i propri tempi su Barbotto, Ciola e Gorolo con quelli di Nibali e compagni. La corsa rosa saluterà la Romagna venerdì 16 con la tappa di Monselice che scatta da Cervia.

È un paese per vecchi

Dopo aver assistito alla vittoria del ventunenne Tadej Pogacar al Tour, il Giro sembra essere destinato a finire sulle spalle di un ciclista di esperienza. Candidati principali Geraint Thomas (34 anni), Jakob Fuglsang (35), Vincenzo Nibali (35), Steven Kruijwick (33) e il “giovane” Simon Yates (28). La squadra di riferimento sarà l’Astana che schiera anche il colombiano Miguel Angel Lopez, reduce da un ottimo Tour, e l’astro nascente Aleksander Vlasov. L’uomo copertina sarà però Peter Sagan che per la prima volta sarà al Giro alla ricerca di tappe e della maglia ciclamino. Lo slovacco tre volte campione del mondo avrà rivali agguerriti per gli sprint con Elia Viviani, Fernando Gaviria e Arnaud Démare.

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