IMOLA – Il logo di Imola 2020, molto colorato e con il “profilo” dell’Enzo e Dino Ferrari al centro. Il Comitato Organizzatore, diretto dalla premiata ditta Marco&Marco (Pavarini e Selleri). E lo sponsor principale della manifestazione, ovvero il Gruppo Hera. Cominciano ad andare a posto tutti i pezzetti del puzzle iridato, in una serratissima rincorsa verso il 24 settembre, quando i Mondiali prenderanno il via.

Il Comitato organizzatore

Come presidente di Imola 2020 è stato scelto Marco Pavarini, responsabile dell’agenzia Communication Clinic, e come direttore generale l’imolese Marco Selleri. I due, vice-presidente e presidente della Nuova Ciclistica Placci 2013, coordineranno il già rodato staff di Extragiro, ovvero la divisione operativa che ha rilanciato il Giro d’Italia Under 23 e ha messo in piedi il Warm Up Ciclismo 2020 (sempre all’autodromo di Imola) lo scorso luglio per far ripartire il ciclismo in Italia. Una squadra collaudata, insomma, e della quale fa parte nell’ufficio stampa pure l’imolese Massimo Marani.

«Il Comitato Organizzatore presenta un mix di esperienza e professionalità – dice Pavarini -. La competenza nell’organizzazione di grandi eventi ciclistici si fonde con la profonda vocazione per il ciclismo dell’Emilia-Romagna, di Imola e dell’Italia».

Hera sponsor principale

Sarà il Gruppo Hera lo sponsor principale di una manifestazione i cui costi, alla luce del programma ridotto (esclusi Juniores, donne e Under 23) e della possibilità di utilizzare una struttura già pronta come l’Enzo e Dino Ferrari, si aggireranno intorno agli 1.2 milioni di euro (rispetto ai 4.5 richiesti solitamente dall’Uci. «Il territorio di cui la nostra azienda si prende cura ogni giorno – commenta Tomaso Tommasi di Vignano, presidente Esecutivo del Gruppo Hera – è storicamente e affettivamente legato al ciclismo. Un appuntamento come i Mondiali, dunque, ha subito acceso il nostro entusiasmo. Siamo molto contenti di poterne sostenere lo sforzo al meglio delle nostre possibilità, non soltanto come main sponsor ma anche e soprattutto attraverso i nostri stessi servizi, che accompagneranno la competizione per garantire la sua sostenibilità e assorbire con efficacia l’afflusso di appassionati».

Fondamentale, sia per il successo della candidatura imolese che per l’apertura ai tifosi delle gare (presto l’ufficialità, allo studio pure un “biglietto-pacchetto” speciale per le due salite del Mazzolano e della Gallisterna), poi il contributo della Regione e dell’Apt Servizi Emilia-Romagna presieduta da Davide Cassani. «I Mondiali di ciclismo a Imola sono un risultato straordinario per l’Emilia-Romagna, terra che ama il ciclismo e che ha dato a questo sport campioni che ne hanno fatto la storia – afferma il presidente Bonaccini -. Un’assegnazione che ci riempie di orgoglio, alla quale abbiamo lavorato fin dal primo momento in cui si è aperta la possibilità di candidare Imola e l’Emilia-Romagna, e un altro prestigioso appuntamento in un calendario che vedrà pure le due gare di Moto Gp a Misano e sempre a Imola, il Gp di Formula 1».

Insomma, Imola 2020 sembra in buone mani e il numero 1 della Federciclismo italiana, Renato Di Rocco, aggiunge un importante carico di emozioni. «Il Mondiale di Imola per me è uno dei ricordi più gradevoli della mia carriera sportiva quando, da giovane allievo della Scuola centrale dello Sport, in divisa della stessa, ho issato la bandiera italiana durante l’inno per il successo di Vittorio Adorni. Ho conservato la bandiera gelosamente e orgogliosamente, fino al 2008 quando per festeggiare i 40 anni da quel successo, ho avuto l’opportunità, da presidente della Fci e insieme al compianto Franco Ballerini e Paolo Bettini, di consegnarla a Vittorio. Imola conserva nel mio cuore un posto particolare».

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