IMOLA – Per lui l’impossibile non esiste. Dopo aver fatto ripartire il ciclismo nazionale a luglio con le gare giovanili all’autodromo Enzo e Dino Ferrari e aver “salvato” il Giro d’Italia Under 23 (in corso proprio in questi giorni), il deus ex machina di tante manifestazioni a due ruote (il Giro delle Pesche nettarine e le Strade Bianche di Romagna, tanto per citarne due) si trova ora a “festeggiare” pure l’assegnazione a Imola dei campionati Mondiali di ciclismo.

Stiamo parlando di Marco Selleri (romagnolo doc), presidente della Nuova Ciclistica Placci 2013 che insieme al suo staff ha piazzato (modestia a parte) una griffe importante in questa rincorsa sulla carta, per l’appunto, impossibile: «Senza dubbio la situazione straordinaria che si è venuta a creare – ecco le sue parole – ci ha dato una possibilità, perché altrimenti i Mondiali si sarebbero disputati in Svizzera. La soddisfazione c’è, inutile negarlo, ma sappiamo pure che da oggi in avanti ci aspettano i salti mortali. Mancano venti giorni, pochissimi. Ci riusciremo e faremo vedere quanto siamo forti in Emilia-Romagna».

Interessante capire se, rispetto all’ormai grandissima esperienza che ha accumulato come organizzatore, la rassegna iridata spaventi Selleri rappresentando un ulteriore salto di qualità. «Assolutamente no. Per certi versi sarà anche più facile, e spiego il perché. Con la viabilità non avremo problemi, passa tutto da Prefettura e Questura e grazie al canale aperto dalla Regione gli eventuali contrattempi saranno gestiti rapidamente. Poi a livello organizzativo avremo un protocollo ben chiaro da seguire, quello dell’Uci, che arriverà a Imola pochi giorni prima della manifestazione e assumerà il comando di tutto. Insomma si impossesserà del territorio e noi dovremo solo seguirne le direttive, mettendoci al suo servizio».

Il percorso studiato dagli organizzatori per la gara dei Professionisti (uomini e donne) fa letteralmente luccicare gli occhi a Selleri. «Sì, l’ho già provato quattro volte e dico che sulla carta sarà un Mondiale molto impegnativo. Non c’è un chilometro di pianura o quasi e spero che le nostre punte di diamante arrivino in forma per fine settembre, in particolare Vincenzo Nibali è tagliato proprio su misura per questo tracciato».

L’unico vero problema, al momento, sembra rappresentato (come testimoniano pure tanti cicloturisti) dalle condizioni del manto stradale in alcuni punti, però Selleri si dice fiducioso. «Parliamo di circa 10 chilometri del percorso, in particolare sulle salite Mazzolano e Gallisterna, che vanno sistemati. E lo stesso vale per via Sabbioni (in zona Tre Monti, ndr). Lunedì prossimo comunque partiranno già i lavori di asfaltatura ad opera dei comuni interessati (Imola e Riolo Terme, ndr), quindi tutto sarà pronto in tempo».

C’era timore, fra chi spingeva la candidatura imolese, per una scelta politica dell’Uci e del suo presidente francese Lappartient a favore dell’Alta Saona, ma questa volta c’è stato il lieto fine-. «Sì, perché eravamo nettamente più avanti – conclude Selleri – rispetto agli avversari e poi l’autodromo ha rappresentato davvero la carta in più da giocare. I soldi fanno sempre la differenza, certo, ma la federazione internazionale si è resa conto che Imola soddisfaceva tutti i requisiti necessari. E come si è visto, meglio degli altri».

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