IMOLA – Passano i giorni, si avvicina il momento della verità e naturalmente impazzano le voci su quella che sarà la sede dei Campionati Mondiali di ciclismo 2020. L’Uci ha promesso di rendere nota la propria scelta, dopo l’annullamento della rassegna originariamente programmata in Svizzera, entro l’1 settembre e la sensazione è che da oggi in poi ogni giorno sarà buono per l’annuncio. I bene informati assicurano che ormai si può parlare di corsa a due, fra Imola e l’Abruzzo: l’Italia ospiterà i Mondiali, su questo non ci sono dubbi, solo bisognerà capire quale fra le varie candidature abbia convinto di più i dirigenti dell’Uci. In questi giorni Peter Van den Abeele, direttore tecnico degli eventi per la Federazione internazionale, ePhilippe Couillouhanno visitato le varie città del lotto per conoscere la ricettività alberghiera, soffermandosi poi nella verifica delle strutture, della viabilità e delle bozze di percorso.

Il loro giro ha toccato Imola, con l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari al centro delle attenzioni, Alba Adriatica (prescelta per l’Abruzzo insieme a tutta la Val Vibrata), Peccioli e Pontedera in Toscana, e infine Varese.

Soldi, strutture.. e virus

Sul tavolo ci sono tante fiches da giocare, con Imola e Alba Adriatica che appaiono nettamente in vantaggio sulla concorrenza. L’Abruzzo, spinto dal Presidente di Regione Marco Marsilio, offre un circuito che tocca i paesi della Val Vibrata (da Alba fino ad Ancarano) e poi il duro circuito finale da ripetere più volte con la salita di Tortoreto Alto da via Ferrari (con possibili strappi oltre il 20%) e l’arrivo ad Alba Adriatica. Insomma, un tracciato che corrisponde in pieno alla richiesta dell’Uci di tanti metri di dislivello (ben 4000 quelli previsti ad Aigle). Imola, del resto, non è da meno e fa leva su garanzie superiori a livello di struttura proprio grazie all’Autodromo, fondamentale per diminuire i costi organizzativi e permettere lo svolgimento dell’evento in totale sicurezza. Restano piccoli dubbi (organizzativi) legati al percorso delle cronometro e a come rendere più selettivo quello delle gare Elite maschile e femminile, ma nulla che pregiudichi la candidatura imolese.

E allora? E allora la differenza, come quasi sempre accade, potrebbero farla i soldi. Sembra che l’Abruzzo abbia formulato un’offerta migliore rispetto a quella di Imola, stimabile poco sopra il milione di euro. All’inizio il “costo” della rassegna iridata era di 4.5 milioni di euro, logico allora che l’Uci preferisca “perdere” il meno possibile e assegnare il Mondiale a chi offre di più, quindi l’Abruzzo, regione che fra l’altro presenta una situazione epidemiologica nettamente migliore rispetto a quella dell’Emilia-Romagna. La verità si saprà a breve, però l’ottimismo, in casa imolese, sembra avere lasciato spazio ad un timido pessimismo.

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