IMOLA – Non è stata per nulla una decisione facile, quella presa dall’Uci. Attesa nella serata di martedì, si è fatta attendere fino a oggi alle 13. L’Alta Saona, dipartimento della Borgogna, con i Vosgi e la salita di Planche des Belles Filles (cronoscalata alla penultima tappa del Tour de France) sembrava fatta su misura per rompere le uova nel paniere a Imola. E invece, a 52 anni di distanza dal 1° settembre 1968, quando Vittorio Adorni trionfò per distacco sul circuito dei Tre Monti, Imola tornerà ad ospitare i Mondiali di ciclismo, da giovedì 24 a domenica 27 settembre. La candidata romagnola ha piegato tutte le avversarie, prima quelle italiane e poi quella francese, come ha spiegato pure il presidente dell’Uci, David Lappartient: «Mi congratulo con il Comitato Organizzatore di Imola per l’eccellente qualità del suo fascicolo, che è riuscito a produrre in breve tempo. Non è stata una scelta facile, ma va a dimostrare che, anche in questo periodo difficile che stiamo attraversando, i Campionati del Mondo sono molto attraenti per le città e le loro regioni. L’assegnazione all’Italia, poi, è di grande valore simbolico, trattandosi di un Paese che ha sofferto enormemente per la pandemia da Covid-19, ma ha saputo affrontarla con efficacia e coraggio».

Così, invece, il presidente della Federazione ciclistica italiana, Renato Di Rocco: “Prima di fare i complimenti ad Imola per l’importante successo ottenuto, voglio ringraziare tutte le città e località italiane che si sono candidate. Ognuna di queste ha presentato un progetto valido, sostenuto dall’entusiasmo di poter raccontare, attraverso un grande evento ciclistico, i propri territori e mostrare al mondo le proprie capacità. Il fatto che si siano candidate, con un brevissimo preavviso, un così alto numero di città credo che sia la migliore conferma che gli eventi di ciclismo hanno una grande capacità di valorizzare e promuovere le bellezze paesaggistiche e le eccellenze locali. Come in ogni gara esiste un solo vincitore ed è doveroso quindi rivolgere i migliori auguri ad Imola e all’Emilia Romagna. L’Uci, con questa assegnazione, ha voluto premiare una proposta concreta e credibile. Mi piace credere che sia, prima di tutto, un riconoscimento per tutto il nostro Paese, che in questi mesi ha affrontato momenti di grande difficoltà ma è stato in grado di uscirne diventando anche un punto di riferimento nel resto del mondo. E’ un riconoscimento anche del lavoro della Federazione Ciclistica Italiana e di tutto il nostro movimento ciclistico, in grado di allestire ed applicare un protocollo per la ripresa in sicurezza dell’attività sportiva che è diventato modello anche per altri sport e altri Paesi. Al comitato organizzatore di Imola, agli Enti Locali che sostengono la candidatura e a tutti gli appassionati garantiamo fin da ora il massimo sostegno affinché si possano realizzare Mondiali di assoluto livello e grande impatto, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, per la massima garanzia della salute degli atleti, di tutti gli operatori coinvolti e del pubblico. Abbiamo poco tempo a disposizione, la sfida è esaltante, non ci resta che metterci a lavoro tutti insieme per dimostrare, ancora una volta, che attraverso il ciclismo l’Italia è pronta a ripartire e ad affrontare le sfide che questa stagione ci propone”.

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