Ciclismo, Giro d’Italia: c’è la crono Savignano-Cesena

La Romagna si prepara a una lotta contro il tempo. Manca ancora l’ufficialità, che arriverà solo il 17 ottobre nella presentazione di Milano, ma il Giro d’Italia dovrebbe tornare in Romagna con una cronometro che partirà da Savignano sul Rubicone per concludersi, dopo poco più di 30 km, a Cesena. Per Savignano si tratterà dell’esordio assoluto con la corsa rosa, mentre per Cesena si tratta di un ritorno a distanza di quindici anni dall’ultimo arrivo nel 2008 (vinse Bertolini).

Il progetto della cronometro romagnola è piuttosto avanzato e al di là della presentazione ufficiale, tra circa una settimana dovrebbe essere presa la decisione ufficiale da parte di Rcs Sport che organizza l’evento rosa.

Dopo alcune edizioni completamente “rivelate”, quest’anno Rcs ha rafforzato il riserbo attorno alla nuova corsa rosa, ma ovviamente qualche notizia è trapelata. A partire dalla Grande Partenza che sarà svelata oggi all’Aquila e con il Giro che partirà in Abruzzo dalla Costa dei Trabocchi e vedrà la prima tappa a cronometro (circa 18 km) con partenza a Fossacesia e arrivo a Ortona. Quasi certo anche il finale con il Giro che dovrebbe concludersi a Trieste dopo la possibile cronoscalata del Lussari al sabato che ha già scatenato diverse petizioni da parte di associazioni ambientalistiche.

La Romagna sarà coinvolta nella seconda settimana di gara (14-20 maggio), durante la risalita della penisola verso quello che dovrebbe essere il tappone italo-svizzero con arrivo a Crans Montana del 18-19 maggio. Domenica 14 è l’ipotesi più probabile per una crono individuale che si preannuncia quasi completamente piatta, diversa dalla “Sangiovese Stage” che si disputò nel ‘19 con partenza a Riccione e arrivo a San Marino.

È già certo che venerdì 12 il Giro dovrà affrontare il durissimo arrivo di Campo Imperatore, mentre per la tappa del sabato le indiscrezioni portano la corsa rosa da Terni a Fossombrone. Dopo un’edizione praticamente priva di cronometro, a dimostrazione della confusione che regna in Rcs, il Giro del 2023 proverà a strizzare gli occhi ai cronoman con ben tre tappe contro il tempo: la prima con arrivo a Ortona (18 km), la penultima con la cronoscalata del Lussari e quella intermedia in Romagna che dovrebbe essere la più lunga e la più semplice. Un tentativo per convincere i campioni indecisi come Primoz Roglic e il campione del mondo Remco Evenepoel a preferire la corsa rosa al Tour.

Commenti

  1. A mio parere per troppi anni i grandi giri (d’Italia, Francia e Spagna) sono stati sbilanciati sfacciatamente a favore degli scalatori; infatti le tappe a cronometro erano quasi scomparse e, quando c’erano, erano caratterizzate da percorsi quasi ad ostacoli (curve, controcurve o specie di toboga) che nulla avevano da spartire con le caratteristiche dei classici cronoman-passisti forse perché ritenuti figli di un Dio minore. Così i grandi giri se li sono spartiti, salvo rare eccezioni, i “camosci di montagna” (ottimi corridori, per carità, ma non “completi” come tradizione delle corse a tappe vorrebbe). Poi, magari, vinceranno lo stesso loro ma volete mettere con quale maggiore suspense per gli appassionati, grazie all’incertezza del risultato aperto ad un maggior numero di corridori “papabili”? Allora buon ritorno alla ventilata prossima edizione del “nostro” bel giro d’Italia che, tra l’altro, mi sembra di aver capito finalmente partirà ed arriverà a casa nostra senza penalizzare località italiane, ben liete di ospitarlo, piuttosto che partire dai posti più fantasiosi fuori dai nostri confini. Ci sono magnifiche regioni italiane che il Giro, per anni, lo hanno visto col binocolo, solo perché partire dall’estero sembrava di moda… e non mi si venga a dire che c’erano in ballo solo mirabolanti interessi economici. Se veramente c’è questo spasmodico desiderio di visibilità internazionale (per sottolineare l’esistenza dell’Unione Europea anche nello sport) gli innovatori del ciclismo propongano un Giro d’Europa con tappe che evidenzino le caratteristiche peculiari di ciascuna nazione (storiche, geografiche, culturali, ecc…) ma, per favore, senza farlo partire dal Sudafrica…

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