Colpo doppio di Andrea Bagioli, che a Sogliano conquista tappa e la maglia di leader della “Settimana Ciclistica di Coppi e Bartali”. Una vittoria che è anche un’importante ipoteca per il successo finale della breve corsa a tappe, con Bagioli che può contare su un’ottima condizione e soprattutto su una squadra, la Deceuninck Quick-Step, che appare la più forte, anche considerando la vittoria della cronosquadre di Gatteo.

Delusione Ulissi

Se Bagioli è il vincitore indiscusso di giornata, c’è anche uno sconfitto e risponde al nome di Diego Ulissi. Il toscano della Uae, che a Sogliano aveva già vinto nel 2013, era il favorito della frazione con un arrivo che sembrava disegnato sulle sue caratteristiche e con l’Uae Emirates che aveva lavorato duramente per lanciare il proprio capitano. E lo aveva fatto perfettamente con una quindicina di atleti a presentarsi sotto l’arco che precede lo strappo che porta al centro di Sogliano. E il muro in pavé ha sancito il verdetto con la vittoria limpida di Andrea Bagioli e con Ulissi solamente quarto, preceduto dall’ecuadoregno Jhonatan Narvaez (Ineos Grenadiers) e da Nicola Conci (Trek Segafredo). Quando Ulissi vinse a Sogliano nel 2013 era l’astro nascente del ciclismo italiano, forte del doppio titolo iridato tra gli Juniores e atteso da una carriera luminosa (mai sbocciata).

Bravo Bagioli

Oggi il rampollo del ciclismo italiano è invece Andrea Bagioli, già selezionato da una corazzata come la Deceuninck e immediatamente protagonista all’esordio tra i professionisti ad appena 21 anni. Bagioli è alla seconda vittoria stagionale (dopo aver rotto il ghiaccio al Tour de l’Ain ad inizio agosto) e nonostante la giovane età può già ambire alla maglia azzurra ai mondiali di Imola. La cronaca della tappa che ha portato alla vittoria del 21enne lombardo della Deceuninck è piuttosto banale con la frazione, partita in mattinata da Riccione, contraddistinta da una fuga di 5 uomini: Ballerstedt (Jumbo Visma), Marengo (Vini Zabù), Irisarri (Caja Rural), Ezquerra (Burgos) e Di Sante (Sangemini). Il loro vantaggio sfiorava i 3 minuti a metà gara ma, appena entrati nel circuito finale di Sogliano con la “Ciocca”, il margine crollava con i 5 riassorbiti a 30 km dall’arrivo. Sul penultimo passaggio di Sogliano attaccava Jacopo Mosca (Trek), immediatamente inseguito dalla maglia di leader Honorè (Deceuninck), ma anche in questo caso il tentativo era riassorbito dal lavoro incessante della Uae. Sull’ultima salita della “Ciocca”, prima dell’erta dell’arrivo, l’ultima fiammata dell’ecuadoregno Jefferson Cepeda (Caja Rural) riassorbito a 900 metri dall’arrivo. Erano così una quindicina di atleti a presentarsi sotto lo strappo conclusivo, dove Bagioli piazzava la stoccata vincente. Per il ventunenne lombardo è un “All-In” con vittoria e maglie di leader, miglior giovane e classifica a punti. Alla collezione di maglie di Bagioli manca solo quella della classifica dei Gpm, ancora sulle spalle dello svizzero Johan Jakobs (Movistar).

LA TERZA TAPPA

Partenza e arrivo
a Riccione
ma che salite

La tappa di Riccione è la grossa novità della “Settimana Ciclistica di Coppi e Bartali” del 2020. Nella corsa dedicata ai campionissimi del ciclismo italiano, la frazione di Riccione strizza fortemente l’occhio ad un altro fuoriclasse del pedale: Marco Pantani. Il fulcro della tappa è tutto nella salita verso il Cippo della Carpegna, rinominato per l’occasione “Il Cielo del Pirata”, che con i suoi 1377 metri rappresenta la cima della “Coppi e Bartali” e indubbiamente la salita più dura della corsa. Il Carpegna è il centro di una tappa movimentata, difficile ed aperta a tutte le soluzioni. La partenza sarà da Riccione alle 10.55 e poi si virerà immediatamente verso l’entroterra con le salite di Montegiardino e Montealtavelia prima del Carpegna. Gli ultimi 6 km verso il Cippo sono i più duri, quelli con la pendenza media costantemente sopra il 10% e che hanno ispirato la frase “il Carpegna mi basta” a Marco Pantani per indicare che quella salita era sufficiente per preparare Giro o Tour. Dopo il Carpegna la corsa affronterà le salite di Madonna di Pugliano e di Monte Maggio-Fiorentino prima del ritorno a Riccione dopo 169 km. Pronostico apertissimo.

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