Ciclismo, appuntamento con la storia per Baroncini

Appuntamento con la storia per Filippo Baroncini. Oggi il ciclista di Massa Lombarda andrà all’assalto della maglia iridata nella prova in linea per Under 23 dei mondiali fiamminghi. Il futuro atleta della Trek Segafredo sarà la punta più affilata dell’Italia e rientra di diritto tra i favoriti assoluti dopo l’argento ai recenti europei di Trento e la prova di forza alla “Coppa Sabatini” tra i professionisti, dove ha conquistato un insperato quarto posto.

Il percorso, con i classici “muri” che hanno reso celebre il Giro delle Fiandre, si adatta perfettamente alla caratteristiche del massese con salite brevi e ripide e con il jolly dello sprint che potrebbe rappresentare l’arma in più di Baroncini in caso di arrivo ristretto.

Lo stesso scenario andato in onda due settimane fa a Trento con sette atleti a giocarsi il titolo europeo e con Baroncini battuto dal belga e figlio d’arte Thibau Nys. Un argento pesantissimo, ma con l’atleta di Massa che non ha mai nascosto il rammarico per la volata persa e ha sempre parlato del mondiale come occasione di rivincita, segno evidente che l’obiettivo di Baroncini è solo uno e si chiama maglia iridata.

Alla Romagna una medaglia ai mondiali su strada manca dal 1995, quando Marco Pantani si vestì di bronzo nella prova in linea dei mondiali colombiani di Duitama. E per l’iride a livello maschile occorre tornare al 1958, quando il forlivese Ercole Baldini trionfò in solitaria a Reims nella prova dei professionisti. L’ultima donna iridata fu invece la compianta Monica Bandini nella cronosquadre ai mondiali di Renaix, sempre in Belgio nel 1988.

Percorso e favoriti

Il percorso della gara Under 23 ricalca quello della prova in linea prof di domenica con protagonisti i circuiti Flandrien e Leuven. Dopo la partenza da Anversa (ore 13.25) il gruppo affronterà una prima parte pianeggiante per avvicinarsi alla città di Leuven, sede d’arrivo della prova iridata. Dopo 55 km si affronterà un giro e mezzo del circuito “Leuven” che prevede strappi corti attorno alla città sede di arrivo. La parte cruciale della corsa inizierà al km 75 con l’ingresso nel circuito “Flandrien” con 5 salite più lunghe e toste e con i “muri” in pavè di Moskessstraat e di Bekestraat che potrebbero risultare decisivi. Dopo il ritorno a Leuven si disputeranno altri due giri e mezzo del circuito corto e il finale presenterà saliscendi continue e arrivo in cima a uno strappo dopo 161 km.

L’Italia del Ct forlivese Marino Amadori è la detentrice della maglia iridata, conquistata nel 2019 da Samuele Battistella nello Yorkshire. Gli azzurri hanno buone chance con una formazione che, oltre a Baroncini, può contare sul talento di Filippo Zana e Luca Colnaghi. Riflettori puntati sui padroni di casa del Belgio che schierano Van Eetvelt, Vermeersch e il campione europeo Nys. È poi impossibile non nominare il baby fenomeno spagnolo Juan Ayuso, l’ungherese Fetter e il duo norvegese dei gemelli Anders e Tobias Johannessen, quest’ultimo vincitore del Tour de l’Avenir.

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