Lunedì 4 maggio si avvicina e il mondo del ciclismo si prepara alle uscite individuali in strada. Il presente e il recente passato invece sono stati caratterizzati da cinquanta giorni esatti sui rulli, sempre insieme attraverso una piattaforma di videoconferenza. Non solo: tanta ginnastica e svariate riunioni tecnico-tattiche, tutte online. È il primo bilancio dell’emergenza Covid-19 in casa Alice Bike MyGlass Cesenatico, con gli undici juniores diretti dalla famiglia Savini che si sono dimostrati più motivati che mai a non perdere nemmeno un giorno di allenamento. “A metà marzo – racconta la presidente Maria Sberlati Savini – noi dello staff tecnico avevamo più di un dubbio sulla tenuta psicologica dei ragazzi, nel senso che temevano la demotivazione e lo scoraggiamento generale. Invece la tecnologia ci è venuta in aiuto, e dal 23 marzo abbiamo programmato una tabella settimanale di allenamento”.

Nello specifico, il direttore sportivo Francesco Satta ha predisposto un piano con cinque/sei sedute settimanali tra rulli e ginnastica a corpo libero, con l’aiuto della sport trainer Emanuela Donati della Walkabout Sport Academy e dell’assistente diesse Lorenzo Casadei. Ogni sabato, poi, la riunione virtuale, in alcune occasioni anche con video di gare dalle quali trarre spunti tecnico-tattici. E dal 4 maggio? “Torneremo gradualmente ad allenarci su strada – fa sapere il team manager Vittorio Savini – in maniera individuale, assegnando a ciascun ragazzo una tabella personalizzata. Quando le disposizioni normative lo consentiranno, riprenderemo i collegiali”. Maria Sberlati è ancora più precisa: “Abbiamo approfittato di questa emergenza per raccomandare ai nostri ragazzi quanto sia importante rispettare ogni singola norma, evitando di fare i furbi. Da fine febbraio abbiamo disposto gli allenamenti individuali, mentre dal secondo week-end di marzo abbiamo proibito le uscite su strada, ancor prima del decreto dell’11 marzo”.

Un ultimo pensiero agli sponsor: “Abbiamo mantenuto i contatti con ciascuno dei nostri sponsor – dicono i coniugi Savini – innanzitutto perché, dopo alcuni anni, si è creato un rapporto di stima ed amicizia. Molti di loro sono alle prese con notevoli problemi legati all’emergenza, ma siamo convinti che non ci faranno mancare il proprio sostegno”.

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