Cibi più semplici, prodotti sani: così vivremo nel nostro futuro

Uno sguardo al futuro prossimo: da qui ai prossimi cinque anni che vita avremo, cosa mangeremo, come ci sposteremo, che lavoro faremo?

La tendenza è chiara: cibi più semplici in tavola, basati su prodotti freschi; piatti tradizionali e cucina sana, con qualche apertura verso l’innovazione e nuove ingredienti (anche le farine ricavate da insetti). Soprattutto pasti casalinghi, accompagnati da un bicchiere di vino rosso, o in locali nei dintorni della propria abitazione. E per gli spostamenti più spazio a trasporti pubblici, con una predilizione per il treno ad alta velocità per le medie e lunghe percorrenze. Fra i mezzi privati si farà spazio l’auto elettrica o almeno ibrida, con un ruolo crescente sulle brevi distanze della bicicletta elettrica.

Questo è il futuro che emerge dai risultati presentati al Muse di Trento, in seguito a un grande esperimento di esercizio collettivo di visione (crowd foresight) condotto da Andrea Segrè e da Ilaria Pertot, con il supporto del sistema Keyphrase Digger della Moretti e della Fondazione Bruno Kessler. L’esperimento è quello di un racconto scientifico-letterario pubblicato per Edizioni Ambiente dal titolo “A che ora è la fine del mondo? Scivolando verso il futuro”.

Gli autori Andrea Segrè, ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna e fondatore del movimento Spreco Zero, e Ilaria Pertot, ordinario di Patologia vegetale all’Università di Trento ed esperta di agricoltura sostenibile, hanno ambientato la narrazione in montagna, con una storia che ruota intorno ai temi del futuro del mondo post-Covid, lasciando aperto il finale: ai lettori il compito di individuare uno sviluppo nella conclusione della storia. Scaricato l’ebook gratuito, ciascun lettore ha così potuto scegliere fra sette diversi scenari che illustravano un futuro prossimo venturo.

«Il termine foresight – spiega Ilaria Pertot – non ha una vera e propria traduzione in italiano. Ci descrive nell’atto di immaginare correttamente ciò che accadrà in futuro e pianificare le nostre azioni presenti e future sulla base di questa conoscenza. Il foresight è un processo partecipativo che permette di raccogliere e analizzare informazioni che ci aiuteranno a immaginare e costruire una visione di futuro a medio-lungo termine».

«L’obiettivo – aggiunge Andrea Segrè – non è quello di fare profezie su un particolare scenario futuro, come se fosse predeterminato, ma considerare il futuro come qualcosa che possiamo creare o modellare, quindi influenzare con i nostri comportamenti e le scelte del quotidiano».

Cosa hanno immaginato i 642 lettori che hanno partecipato all’esperimento?

Vestiti comodi, di qualità, in fibre naturali per garantire benessere o in fibre sintetiche per i capi tecnici: eleganza e praticità, per trascorrere più tempo all’aria aperta, al mare o in montagna, ma anche nelle città d’arte. Tempo di qualità, da trascorrere con i propri cari e per godersi anche un po’ di più la quotidianità domestica, in ambienti più essenziali, con balconi e giardini diventati imprescindibili. Si viaggerà ancora, ma si valorizzeranno soprattutto mete più vicine rispetto a lunghi viaggi esotici. L’agricoltura – racconta ancora Pertot – sarà soprattutto biologica, si ridurrà molto l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici prediligendo la filiera corta che favorirà l’acquisto nel negozio di prossimità, nel supermercato vicino a casa o direttamente dal produttore. Ci sarà comunque spazio anche per un po’ di produzione convenzionale che però diventerà più sostenibile soprattutto con l’agricoltura di precisione».

«Anche il mondo del lavoro e il nostro modo di lavorare cambieranno – osserva Segrè – Sarà soprattutto un lavoro gestito in autonomia e in un contesto altamente tecnologico, caratterizzato prevalentemente da smart working. Per chi lavora in città, gran parte dell’attività si farà da casa, molti però si proiettano in un lavoro in campagna a contatto con la natura».

I migliori contributi a questo esperimento narrativo vedranno pubblicato il loro finale nella versione cartacea del libro che le Edizioni Ambiente presenteranno al festivale della Fondazione Pordenonelegge del 2021 nel prossimo mese di settembre. Crowd foresight e crowd writing per nuove visioni, per un esercizio di immaginazione collettiva, ma anche per stimolare la riflessione sulle sfide dei cambiamenti repentini di questi anni, per educare a nuovi stili di vita più sostenibili.

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