Ci sono altri 360 ettari “venduti” con il lago di Acquapartita

Il mistero aleggia anche sul Comero. Oltre alla questione del lago di Acquapartita e dintorni, infatti, ci sarebbero almeno altri 360 ettari di terreno nella stessa situazione, aree per le quali nei secoli si è ceduto o trasferito il possesso, ma per le quali non si poteva comunque cedere la proprietà.

Si tratta quindi di aree di proprietà comunale, concesse nei secoli passati a privati “a livello”, dietro pagamento di un canone, per utilizzarle per l’allevamento o per produrre legna. L’ente comunale ne mantiene comunque la proprietà così come il diritto di ricavarne un canone, a meno che il concessionario non paghi una quota, pari a 15 canoni, per “affrancare” la concessione ed intestarsi il bene.

Se dunque le particelle del lago e dintorni acquistate dalla Comero Nord srl da parte della società Riv erano detenute dalla stessa Comero Nord in regime di concessione e non di proprietà, altrettanto sarebbe anche per tutte le altre proprietà della Comero Nord derivanti dal medesimo acquisto effettuato nel 1953. Quindi anche tutti gli altri 360 ettari di terreno rimasti attualmente in gestione e concessione alla Comero Nord sarebbero di proprietà comunale, e il Comune avrebbe (e aveva) il diritto di riscuotere un canone.

È quello che sostiene Giacomo David Camagni, ex consigliere comunale, che a febbraio 2021 ha presentato in Comune una relazione con quanto da lui riscontrato facendo ricerche nell’Archivio storico comunale, nella Conservatoria di Forlì e nell’Archivio di Stato di Forlì.

Probabilmente è questa la ragione per cui nella convocazione di Consiglio comunale per lunedì 13, a proposito del procedimento di mediazione in corso tra Comune, Riv srl, Banca Popolare dell’Emilia-Romagna e Comero Nord, non si parla più di “accordo” (come nel precedente Consiglio Comunale), ma di “parziale accordo”. Tra l’altro, in maniera del tutto eccezionale, il Consiglio è stato convocato in seduta riservata per i Consiglieri Comunali.

L’ipotesi è che a questo punto la parte dell’accordo tra Comune e Comero Nord venga stralciata, per approfondire gli aspetti riguardanti le aree su cui la Comero Nord sviluppa la propria attività.

Nella relazione depositata da Camagni si evidenzia che nell’atto di compravendita del 1953 col quale Comero Nord acquisisce da Silvio Biozzi i poderi “Pian Benedetto” (Macchia), “Acquapartita” e “Chiuso”, e nei precedenti atti di trasferimento ereditario, si fa riferimento sempre a terreni “in possesso” e non in proprietà.

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