Chiusura scuola Lugo, il S. Giuseppe: «Ospiteremo tutti gli alunni»

«Noi potevamo e possiamo ancora ospitare interamente le due future classi quarta e quinta della scuola paritaria Maria Ausiliatrice, ma solo se venissero in toto. E se ci avessero invitato all’assemblea lo avremmo spiegato chiaramente». A puntualizzarlo è l’Istituto San Giuseppe di Lugo, cercando di fare chiarezza sulla vicenda della chiusura della scuola Maria Ausiliatrice.

Pare infatti che già nel periodo prenatalizio il Vescovo di Imola e l’Amministrazione comunale si fossero mobilitati per cercare tra le varie realtà cattoliche un gestore più solido del consorzio Solco. D’altronde i conti erano già disastrosi e la speranza che le iscrizioni di lì a un mese raggiungessero soglie di sopravvivenza era pura utopia. E infatti agli inizi di febbraio l’amministrazione lughese e l’attuale gestore si sono ripresentati dalle suore, ma la risposta non può che essere stata la stessa.

Le proposte del Solco

«Solo verso la fine del mese scorso Il Solco ci ha presentato due nuove proposte – spiega la coordinatrice del San Giuseppe, Laura Venturelli –. La prima consisteva nella richiesta di ospitare nella nostra struttura le due future classi di Maria Ausiliatrice, mantenendo le insegnanti e il modello organizzativo di quest’ultima. La seconda prevedeva di “assorbire” tali classi e insegnanti nel nostro istituto».

La coordinatrice continua sottolineando che «nel primo caso, tutta la gestione amministrativa sarebbe rimasta in carico al consorzio, comprese la riscossione delle rette e la retribuzione del personale, mentre il San Giuseppe avrebbe concesso gratuitamente i locali, riscuotendo dalle famiglie solamente l’importo per l’eventuale servizio mensa. Nel secondo caso, la gestione completa sarebbe passata al San Giuseppe, che avrebbe continuato ad applicare le rette pagate precedentemente alla Maria Ausiliatrice e avrebbe assunto le insegnanti con un nuovo contratto, ovviamente a tempo determinato».

Peccato che chi aveva proposto quelle due opzioni in realtà volesse concretizzarne solo una. «In quell’occasione – prosegue la coordinatrice – io e Madre Mariarita, gestore dell’istituto, ci siamo rese disponibili ad accettare la prima proposta, offrendoci di ospitare le due classi nelle aule ancora libere. Sennonché agli inizi di aprile il consorzio si è nuovamente fatto vivo insistendo affinché accettassimo la seconda opzione».

Il discorso si complica

Il San Giuseppe avrebbe anche detto di sì, ma solo ad una condizione. «Le due classi che avremmo incluso – sottolinea Laura Venturelli – sono attualmente composte da 15 e 18 alunni, e noi saremmo stati disposti ad assorbirle a patto che quei numeri non fossero mutati e che fossero rimaste anche le loro insegnanti. Questo perché se le sezioni di una scuola paritaria scendono sotto i 15 alunni, l’istituto non solo non percepisce per quelle classi quel minimo contributo statale che permette però di non alzare ulteriormente il costo delle rette alle famiglie, ma soprattutto rischia seriamente di non essere più riconosciuto come Scuola parificata».

Certo è che, per l’ennesima volta, se il consorzio Solco avesse ottimizzato tempistiche e coinvolgimento delle parti forse non ci si troverebbe con una scuola pronta ad accogliere due intere classi impossibilitata a farlo, o quasi. «Avevamo chiesto di poter partecipare all’incontro di qualche sera fa alla Maria Ausiliatrice – precisano concludendo dal San Giuseppe – in modo da poter rispondere di persona alle eventuali domande dei genitori, ma ci è stato risposto che non era il caso. Rimaniamo comunque disponibili a farlo».

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