Chiusura Eataly, le opposizioni attaccano il Comune

Se Eataly in piazza Saffi è ormai certo che non riaprirà più, a seguito della riorganizzazione del colosso guidato da Oscar Farinetti e per gli effetti della pandemia, di sicuro non potrà più fungere da volano per il rilancio del centro storico come si era sperato sei anni fa. Ma la chiusura di Eataly non è legata solamente a questioni meramente economiche. «È chiaro che per ciò che riguarda la vicenda di Eataly tanto dipende da dinamiche più grandi e di carattere nazionale – spiega Federico Morgagni capogruppo di Forlì e Co -, il Comune però avrebbe dovuto aiutare le attività economiche del centro storico invece che limitarsi solamente ai proclami e a qualche azione sporadica».

La pandemia ha sferrato l’ultimo colpo all’interno di una situazione già compromessa – fa eco il capogruppo del Pd, Soufian Alemani -, l’amministrazione però avrebbe potuto vigilare in termini di rapporti e confronti con la società e la Fondazione Cassa dei Risparmi affinché potesse essere scongiurato quanto poi in realtà si è avverato, ovvero la chiusura del punto vendita e il licenziamento di 31 persone. Ora bisognerà verificare se a Palazzo Framonti è possibile proseguire con la ristorazione e interloquire con le associazioni di categoria per capire quali soggetti intendono investire in questo bellissimo edificio che la Fondazione ha riqualificato mettendo in campo molte risorse».

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