La chiusura di Eataly a Forlì e il peso della pandemia

Era nell’aria e la voce circolava già da diversi giorni, ma è ormai più che una certezza che Eataly in piazza Saffi a Forlì non riaprirà più, anche in un’ottica di riorganizzazione del colosso guidato da Oscar Farinetti.

Prima vittima di tale operazione è il grande negozio di Bari alla Fiera del Levante. Lo stesso giorno in cui l’assemblea dei soci ha deliberato la messa in liquidazione di Eataly Romagna (società costituita per il punto vendita forlivese e formata al 50% dalla famiglia Farinetti e dal restante dalla famiglia Silvestrini), è stata annunciata dai sindacati anche la chiusura del punto vendita nel capoluogo pugliese, con 40 posti di lavoro che si rischiano di perdere. Eataly a Bari aveva abbassato le saracinesche il 23 marzo scorso, indicando la chiusura come temporanea in attesa dell’uscita dalla “zona rossa” della Puglia. Anche a Forlì la stessa trafila: la chiusura ufficialmente per “zona rossa” con la promessa di riaprire anche se poi, di fatto, non c’è mai stato un indizio che conducesse realmente ad una possibile ripartenza quando tutti gli altri 11 punti vendita in Italia sono regolarmente aperti al pubblico nonostante le limitazioni.

«Il negozio di Forlì, purtroppo, non ha mai raggiunto una sua sostenibilità economica – precisa direttamente la stessa società Eataly Romagna –. Questa situazione di difficoltà è stata aggravata dalla pandemia e dagli effetti delle restrizioni sulla ristorazione, anima di questo punto vendita. Inoltre, in occasione della scadenza del contratto di locazione ci siamo trovati costretti a non poterlo rinnovare ulteriormente».

Il rammarico del sindaco

“La chiusura di Eataly suscita, prima di tutto, grande preoccupazione per il destino della nostra splendida Piazza Saffi – ha detto il sindaco Gian Luca Zattini – quando si verificano circostanze di questo tipo, frutto di fattori esterni alla volontà locale, nasce spontaneo un sentimento di profondo sconforto per il futuro dell’economia del territorio e per quello, altrettanto importante, delle persone che vi lavorano. A loro, più di ogni altri, rivolgo il mio primo pensiero. La stessa chiusura, tuttavia, va ragionata nell’ambito di un sistema del commercio e della ristorazione più complesso, colpito duramente dagli effetti del Coronavirus. Le manifestazioni dei giorni scorsi nelle piazze e per le strade di tutta Italia ne sono la riprova. La crisi pandemica che ha già segnato il destino di molti negozi di vicinato e quello di altrettante piccole medie imprese del territorio, non ha esonerato, a Forlì come a Bari, il colosso di Farinetti. Nonostante i tentativi di lungo corso, profusi dalla compagine societaria, di rendere il punto vendita di Piazza Saffi più sostenibile e attrattivo per la comunità locale – prosegue Zattini – la zona rossa e le restrizioni dettate dalla pandemia hanno accentuato una situazione aziendale che è parsa, negli ultimi tempi, preoccupante e a tratti irreversibile. Il ridimensionamento di Eataly e la chiusura del punto vendita forlivese rappresentano, dunque, un esito prevedibile alla luce della grave situazione di crisi venutasi a creare con lo scoppio della pandemia. Laddove erano già presenti, le difficoltà per molti commercianti si sono aggravate in quest’ultimo anno rendendo sofferta, ma necessaria, la decisione di chiudere. Una decisione di cui non possiamo che prendere atto poiché non ascrivibile, in nessun modo, alla volontà di questa Amministrazione. Ciò nonostante, il Comune di Forlì, per quanto di sua competenza, farà tutto il possibile per garantire la riapertura di uno degli immobili simbolo del nostro centro storico”

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