Chiude il bowling La Carambola di Poggio Torriana

La pandemia fa ancora strike: il bowling La Carambola chiude i battenti dopo 3 decadi. Poggio Torriana dice addio ad un altro pezzo di storia che se ne va. «Abbiamo tagliato il nastro nel 1992 ed il bowling è divenuto presto un punto di socializzazione e di svago che metteva d’accordo generazioni diverse», spiega Baldo Baldinini, uno dei cinque soci che compirà 49 anni tra una manciata di giorni. Compleanni, tornei, risate con gli amici tra una birra e uno snack, tutto filava per il verso giusto. Al riguardo il fondatore spiega di aver provato ad «affittare l’attività per 5 anni, senza trovare però nessuno che credesse nell’impresa». Da qui la scelta di chiudere, dopo il «carico da dieci» inferto dall’emergenza sanitaria, che all’improvviso ha azzerato tutte le occasioni di socialità. «Dopo la prima ondata abbiamo riaperto per un breve periodo, – precisa Baldinini – finché abbiamo capito che mancavano i presupposti per sostenere un locale aperto tutti i giorni, 365 giorni l’anno». Ora a reclamare i titolari sono le altre attività in cui sono impegnati. «Voltare pagina è stata una decisione presa a malincuore, ma inevitabile», ribadisce. I rumors parlano di un supermercato che subentrerebbe a breve, dopo la vendita dell’immobile, ma lui afferma che all’orizzonte «non c’è niente di sicuro». Salvo il fatto che ha terminato di scrivere “Il libro del bowling” che, anticipa abbozzando un sorriso, racchiude «trent’anni di storie belle e brutte». Anche se la parola “fine” è già nero su bianco, preferisce tuttavia rinviare la pubblicazione, perché, riconosce di «dover ancora metabolizzare un periodo importante della vita condiviso con amici fraterni». E non è tutto. A far parte della famiglia erano anche cinque dipendenti formati sul posto. Un legame saldo, tant’è che prima di chiudere i battenti i proprietari hanno aspettato che anche l’ultimo collaboratore «avesse raggiunto i termini per la pensione». Ora come ogni autore che si rispetti, Baldinini sa che si materializzerà ispirazione per nuove storie. «Un finale non esclude la possibilità di nuove avventure – commenta – per chi investirà in futuro in questo complesso, ma anche per le nuove generazioni che saranno coinvolte».

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