Chiara Baschetti: Rimini capitale, un riscatto per la città

«La mia sensazione è che possa essere una bellissima spinta a continuare il cambiamento, l’evoluzione e l’innovazione che stanno coinvolgendo Rimini da un po’ di tempo a questa parte».

Questo il primo commento dell’attrice e modella santarcangiolese Chiara Baschetti su un’eventuale candidatura della città a capitale della cultura 2024.

«Sicuramente è stato fatto già un ottimo lavoro e ogni volta che torno ne rimango colpita. Rimini ha ancora i suoi lati oscuri e i suoi problemi (penso agli abusi edilizi accumulati negli anni) che talvolta l’apparenza nasconde, ma questa potrebbe essere l’occasione per risvegliare le coscienze dei cittadini, anche della provincia, facendo capire che può essere tanto altro. Rimini ha una storia meravigliosa e questo potrebbe essere anche un riscatto. Come ha sottolineato il giornalista Giorgio Tonelli, i riminesi stessi devono prendere coscienza di quello che è il potenziale della nostra provincia e crederci tanto. Non è solo la cultura che può avere la spinta per ridonare ciò che già esiste, ma questo potrebbe essere l’input per lavorare anche su tanti altri aspetti: coinvolgere i commercianti, valorizzare le nostre spiagge, puntare sul verde come si sta già facendo e mi auguro davvero che questo risultato lo raggiunga perché Rimini ha tutto il potenziale per farlo. Per me sarebbe motivo di grande orgoglio».

Che rapporto ha con la sua terra?

«Sono follemente innamorata della Romagna: sono andata via da giovanissima quindi ho ancora voglia di scoprirla a fondo ogni volta che torno. È una terra che ha un enorme potenziale, a partire dal suo valore umano, cioè le persone che la abitano e che fanno la differenza. Credo nei romagnoli della nostra provincia e mi auguro che questo venga riconosciuto da tutti per rinascere e sfruttare al meglio questa possibilità, credendoci e impegnandoci».

Come l’ha vissuta ultimamente?

«L’ho vissuta di più perché con il lockdown sono tornata a casa, ne sono rimasta meravigliata e ho una grandissima voglia di ritornare (ora vivo a Roma). Mi auguro che quello che è stato fatto negli ultimi anni possa andare avanti dopo le prossime elezioni».

Rimini come viene percepita da fuori?

«I feedback che mi arrivano quando ne parlo sono legati al fatto che ognuno nella vita ci è stato, però avverto l’impressione comune che la città abbia avuto il suo momento di gloria e forse non abbia saputo preservare il suo potenziale. Ci sono persone che non ci tornano da tanto tempo e non sanno cosa è stato migliorato ultimamente. Dobbiamo riconquistare quel turismo che con il tempo è andato perso insieme a tanti aspetti caratterizzanti di Rimini».

Pregi e difetti?

«Oltre ai pregi che dicevo prima, aggiungo che la nostra mentalità è sempre stata all’avanguardia, siamo sempre stati molto brillanti e lungimiranti nel captare le idee e le ispirazioni dall’esterno facendole nostre. La nostra mentalità aperta ed elastica ci porta a un cambiamento, a un senso di adattamento estremamente ampio: se questo si incanala in una direzione che va verso la bellezza, la positività, l’attenzione per l’ambiente, la modernità allora abbiamo vinto. Il difetto è aver dato per scontato ciò che avevamo, invece dobbiamo salvaguardare e valorizzare le nostre spiagge ispirandoci a modelli all’avanguardia nel rispetto della natura».

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