La Cgil: “Fallita la storica Sceat di Predappio”

La Cgil: "Fallita la storica Sceat di Predappio"
Un macchinario della Sceat (foto tratta dal profilo Fb dell'azienda)

PREDAPPIO. Fallita la storica Sceat di Predappio. Ad annunciarlo è la Fiom Cgil di Forlì che in una nota spiega di aver “appreso negli ultimi giorni che il Tribunale di Forlì, con sentenza del 07/10/2019, ha dichiarato fallita la ditta, attiva sul territorio da oltre 50 anni. Un tempo leader nella produzione di caldaie industriali, negli anni è passata da avere una base occupazionale di quasi 75 unità ad impiegare nel 2018 circa dieci dipendenti”.

“Nel gennaio 2019 i lavoratori si erano rivolti al sindacato a causa di importanti ritardi nei pagamenti delle retribuzioni, denunciando inoltre il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro all’interno della fabbrica e la totale incertezza per il loro futuro occupazionale, per la mancanza di iniziative di rilancio industriale dell’azienda da parte del presidente del cda – spiega una nota del sindacato. Dopo aver lavorato oltre tre mesi senza retribuzione ed essere stati perciò inevitabilmente costretti a dimettersi per giusta causa, i lavoratori hanno riscontrato molti problemi anche ad accedere alla indennità di disoccupazione a causa del comportamento ostativo dell’azienda, che si è rifiutata di riconoscere le dimissioni per giusta causa dei lavoratori e di procedere alle opportune comunicazioni obbligatorie. La Sceat in liquidazione è stata dichiarata fallita perché, dopo avere depositato in data 26/6/2019, successivamente alla proposizione dell’istanza di fallimento da parte dei creditori, domanda di ammissione al concordato preventivo, non ha depositato la proposta concordataria, il piano e la necessaria documentazione entro il termine previsto, né ha richiesto la proroga di questo, ed ha altresì omesso di depositare anche la situazione finanziaria aggiornata, come previsto dalla legge fallimentare. Ad oggi i lavoratori che avanzano crediti con l’azienda per oltre 180.000 euro, rimangono in attesa di recuperare parte di quanto loro spetta tramite il Fondo di garanzia per il Trattamento di fine rapporto dell’Inps, anche perché il patrimonio aziendale sembra non essere assolutamente sufficiente a coprire tali debiti”.

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