Imola, la Cgil: “Caos green pass perché non si è reso obbligatorio il vaccino”

«Domani sembra debba arrivare l’apocalisse. Questa data è attesa come la fine del mondo e scoppieranno grossi disagi, quando dovremmo discutere di come impiegare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza». Esprime preoccupazione la segretaria della Camera del Lavoro di Imola Mirella Collina per la situazione che si produrrà a partire da domani, quando il green pass diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori, non più solo per quelli della scuola e della sanità. «Per via di una decisione non presa, quella dell’obbligo vaccinale, si è creato un disagio sociale profondissimo che ha messo lavoratori contro lavoratori, mettendo in mezzo anche le organizzazioni sindacali. E non dimentichiamoci che da fine mese scade il blocco dei licenziamenti, che interessa una fetta importantissima di precari e di lavoratori del commercio». Un problema annunciato è quello del non poter prevedere l’entità del numero di lavoratori sprovvisti del certificato verde: «Non sappiamo bene cosa aspettarci, ed è difficile fare una stima di chi è ancora senza vaccino perché ci si scontra con la normativa sulla privacy. Né noi né i datori possiamo chiedere questa informazione, si rischia la denuncia. Si ipotizza si tratti di circa il 15 o 20% dei lavoratori. Una cifra non indifferente, 1 su 5. Abbiamo solo dei sentori per quanto riguarda l’imolese: alcune aziende saranno coperte, altre invece, come le industrie ceramiche, potrebbero rischiare problemi perché a ciclo continuo, ma non c’è la certezza – prosegue Collina, spiegando che le difficoltà arriveranno anche sul fronte dei test rapidi –. Chi non si è vaccinato da domani dovrà fare i tamponi ogni 48 ore per lavorare, ma i centri e le farmacie sono quasi saturi. Inevitabilmente ci sarà chi verrà trovato senza certificato, anche in quelle aziende che adotteranno un sistema di controllo a rotazione, almeno del 20% dei dipendenti al giorno». Oltre alla sospensione della paga, della maturazione delle ferie e dell’anzianità in caso di assenza ingiustificata, che scatta quando non si è in grado di esibire il certificato, vi sono altri dettagli che fanno storcere il naso: «Nel pubblico impiego le linee guida ministeriali diffuse ieri precisano che non si potrà usare la modalità del “lavoro agile” per rispondere alla situazione di un dipendente che non abbia il green pass, che verrà quindi considerato assente ingiustificato. Per le piccole imprese sotto i 15 dipendenti, invece, è stata prevista la possibilità di assumere subito in sostituzione con una forma di “10 + 10” giorni. Questo non solo aumenterà i contratti precari, ma creerà anche il problema del lavoratore sostituito al momento del rientro. Non avevamo bisogno di questo caos in un momento così delicato. Serviva prendersi la responsabilità di decidere per la salute dei cittadini», conclude Collina.

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