È a tutti gli effetti un ultimatum quello che il Comune di Cesenatico ha dato a Inps intimandogli di provvedere a rifare o demolire per sempre la recinzione della colonia ex Inpdap ormai ammalorata e decadente. L’ordinanza di demolizione firmata dal sindaco Matteo Gozzoli e registrata l’8 gennaio è solo l’ultima di una serie di comunicazioni con cui l’amministrazione di Cesenatico ha cercato, fin qui invano, di ottenere da Inps un intervento concreto per sistemare una situazione che oltre di degrado estetico costituisce anche un potenziale pericolo e un motivo di insicurezza. La recinzione è quella della colonia ex Inpdap di viale Colombo, zona al centro del progetto di rilancio attraverso il rifacimento del Watefront di Ponente.
Cesenatico, ultimatum del Comune a Inps: «Quella recinzione va demolita»
La colonia
La colonia, ormai abbandonata, è dei primissimi anni ‘60 e venne disegnata dall’architetto postmodernista Paolo Portoghesi. La struttura si sviluppa tutta su un piani per blocchi collegati tra loro da camminamenti protetti. Ospitava per le vacanze estive i figli dei dipendenti pubblici e all’apice dell’attività nei mesi estivi c’erano fino a 400 bambini per volta. Ad accudirli uno stuolo di dipendenti che salvo qualche rara eccezione locale arrivavano da Roma. Era una struttura imponente e solo metterla in funzione ogni anno richiedeva centinaia di milioni di lire di spese in manutenzioni. Poi cominciò il declino e la struttura, come accaduto a diverse altre simili a Cesenatico, cadde in disuso e da circa una ventina d’anni è ormai completamente abbandonata. Una quindicina di anni fa circa si fece strada l’ipotesi di trasformarla in una residenza estiva di lusso per pensionati con una buona capacità di spesa, ma alla fine non se ne fece nulla.
Le segnalazioni precedenti
La prima volta che il Comune sollevò il problema della recinzione a Inps, divenuta proprietaria della colonia dopo l’incorporazione dell’Inpdap la cassa previdenziale dei dipendenti pubblici, risale al settembre 2024. In una riunione appositamente convocata il Comune ha informato i dirigenti Inps del grave stato d’incuria della recinzione perimetrale dell’immobile chiedendo che questa venisse riparata o demolita, visto che ne esiste un’altra parallela e più interna. Dopo numerose chiamate il dirigente del settore 5 del Comune a inizio novembre 2025 ha mandato una nuova nota a Inps sollecitandone l’intervento. Questa è stata inoltrata alla direzione regionale dell’Emilia Romagna, ma ancora una volta nessuno è intervenuto.
Gli ultimi sopralluoghi
L’ultima ordinanza fa seguito a un sopralluogo eseguito dai tecnici comunali il 29 dicembre che ha evidenziato, si legge ne dell’ordinanza, «un peggioramento dello stato dei luoghi, con presenza di nuovi tagli e lesioni nella recinzione, che causa accessi incontrollati nell’area privata con evidente pregiudizio della sicurezza diurna e notturna», e «un ulteriore ammaloramento della recinzione, estremamente pericolosa per via dei ferri sporgenti e delle lastre collabenti, con probabilità di ulteriori e pericolosi crolli sulla pubblica strada senza preavviso». Una situazione la cui soluzione, si sottolinea nell’ordinanza, non può essere ulteriormente procrastinata.
L’ordinanza
Di qui l’atto che ordina alla proprietà la messa in sicurezza della recinzione o la sua demolizione. Questa va fatta entro 15 giorni dalla data di consegna dell’ordinanza e poi la proprietà avrà altri 10 giorni dal completamento dell’attività per trasmettere al settore 5 del Comune, quello che si occupa di lavori pubblici, la relazione tecnica finale che attesti l’avvenuta messa in sicurezza. Se nulla dovesse accadere anche questa volta allora il Settore 5 provvederà da sé alla demolizione per poi procedere al recupero coattivo delle spese sostenute ingiustamente dal Comune.