Se c’è la neve si va in slitta con una muta di cani. Ma se non nevica e magari si possiede solo un cane? Quest’ultima ipotesi alle nostre latitudini è ben più frequente e, negli anni, sportivi e cinofili hanno trovato la soluzione: canicross. A raccontare di cosa si tratta è Luca Pilato, 45 anni, cesenaticense, educatore cinofilo certificato Enci e Csen e soprattutto giudice nazionale della disciplina sportiva del canicross.
Cesenatico, Luca Pilato: “Con il canicross è stata una folgorazione, un legame unico tra cane e uomo”
In cosa consiste questo sport?
Il canicross è una disciplina cinofila che racchiude più sport da traino, ovvero il bikejoring, che si effettua con la bici, lo scootering, in cui si guida una sorta di monopattino, lo skijoring, in cui si usano gli sci e, infine, la corsa. Tutte queste discipline vengono effettuate con un cane posto davanti che, collaborando con il padrone, corre ed aiuta nello sforzo per arrivare a traguardo, legato con una particolare attrezzatura ed un’imbracatura volte a tutelarne la salute.
Facciamo un passo indietro. Da dove arriva la tua passione per gli sport cinofili?
Fin da piccolo ho sempre avuto e amato i cani e più di vent’anni fa cominciai con il mio primo meticcio di maremmano e labrador, a praticare agility. I cani sono stati e sono tuttora parte fondamentale della mia vita.
E poi?
Nel 2015 in Italia ho partecipato ad una gara di canicross e ne rimasi completamente folgorato. Questo tipo di sport, oltre a necessitare di una preparazione fisica importante, sia del conduttore che del cane, crea un legame unico e profondo di fiducia dove si chiede al binomio di dare tutto, di essere un team al cento per cento. Ne ho provati tanti di sport cinofili, dall’agility all’obedience fino al salvataggio in acqua. Mi son sempre divertito assieme al cane. Ma il canicross è qualcosa di diverso.
Quali risultati sportivi hai ottenuto?
Dal 2017 ho partecipato ad europei e mondiali. Sono stato convocato a sei o sette mondiali dalla nazionale. Il mio più alto traguardo è stato il quarto posto ai mondiali del 2024 in Italia. Se si dice che la medaglia di legno pesa, in questo sport, tale detto non vale perché io ed il mio compagno abbiamo dato tutto. Di me ne ero consapevole e del mio cane, beh, i cani danno sempre tutto. Non ho quindi nessun rammarico, consapevole che chi è salito al podio è solo perché è stato più bravo.
Qual è stato il ricordo più bello finora?
Sicuramente partecipare all’Iron Dog nel 2019 e 2020 in Austria, una gara mozzafiato fatta di corsa in notturna, bici, scooter e nuoto. L’ho vinta entrambe le volte. Due giorni di gara incredibile vissute pelle a pelle, anzi a pelo, con il mio border collie.
Progetti odierni e futuri?
Negli ultimi anni mi son dedicato all’insegnamento di questa disciplina e, con molto entusiasmo, posso dire che si sta creando una stupenda e affiatata squadra qui in Romagna di giovani con il fuoco della passione negli occhi. Ho la mia testa su questi ragazzi che voglio far crescere e, nel cuore, il sogno di un podio mondiale che credo di poter raggiungere, perché non bisogna mai mollare mai. Inoltre vorrei portare questo sport nelle scuole perché ci sono paesi, come la Francia, dove questa attività viene molto praticata e fatta conoscere ai più piccoli con ottimi risultati, anche educativi.
Un’ultima domanda, il dulcis in fundo: quale rapporto deve instaurarsi con il cane, aldilà dei progetti di podio o sportivi in generale?
La prima cosa da tenere in mente in questo sport è il totale rispetto per il cane. Muoversi, fare attività fisica con il conduttore e lavorare nel binomio uomo/cane è qualcosa che appaga totalmente il nostro amico a quattro zampe. Sta nell’intelligenza del proprietario del cane osservare e capire se al suo amico peloso questo sport gli piace e lo entusiasma. È inutile fare un’attività con il cane se quest’ultimo non si diverte o non si appaga a correre o a competere. In generale fare sport con il cane crea un affiatamento unico, molto di più che stare sul divano assieme. Io sono molto favorevole allo sport con i cani.