Pesce azzurro di Cesenatico da “esportazione”, indirizzato al mercato estero e nazionale. Perlopiù destinato alla grande distribuzione e all’industria di trasformazione, riguarda in genere specie pelagiche e di piccola taglia, quali acciughe e sarda (ma non solo), pescate dalle imbarcazioni che effettuano la pesca “a volante”. Un sistema di pesca che nell’ultimo decennio, per tutta una serie di ragioni anche di natura normativa, ha subito e continua ad avere una forte contrazione.
Dall’Associazione Produttori pesca di Cesenatico nel corso del 2025 sono transitate, per essere avviate alla commercializzazione, partite di pesce azzurro per 14.587 quintali, per un valore 1.458.000 euro. In leggero aumento, nell’un caso che nell’altro, rispetta al 2024, quando fu sbarcato e prodotto uno stock di 13.754 quintali di pesce, per un controvalore di poco inferiore a 1.194.000 euro.
Una variazione di prodotti e valore certo in positivo, a distanza di un solo anno, ma nulla a che vedere ad esempio con il 2021 quando furono prodotti 31.590 quintali per un valore di 2 milioni e 290mila euro, allorquando già qualche anno prima, a Cesenatico si era ricostituito un nucleo di imbarcazioni d’altura: tre coppie con sei pescherecci dediti alla pesca pelagica “a volante” di acciughe e sarda.
Nei primi anni Duemila si contavano in porto ancora un decina di pescherecci in attività, a formare insieme cinque coppie per la pesca del pesce azzurro. Un declino, quello della pesca con il sistema “a volante”, avvenuto un po’ ovunque lungo tutta la costa dell’alto e medio Adriatico, dove in alcune marinerie tradizionali è addirittura assente o scomparsa come “mestiere” .
Riguardo alla produzione dei 14.587 quintali avutasi nel 2025 va specificato che si tratta di 7.063 quintali di acciughe , per un valore di 735mila euro e di 5.708 quintali di sarda, per 645mila euro. A cui serve aggiunge 1.184 quintali di altre specie di pesce azzurro, prevalentemente suri, papaline, alacce (specie quest’ultima, la sardinella aurita, sempre più presente anche nell’alto Adriatico); nell’insieme per un valore di oltre 78mila euro.
Si tratta di partite di pesce che direttamente sbarcate in casse e caricate su camion refrigerati prendono per la più parte la via dell’estero, in particolare destinati a importatori in Spagna, Germania, Francia, come pure sul mercato nazionale, per venire trasformato dall’industria conserviera e rifornito nelle catene distributive commerciali
Nello specifico questi quantitativi di pesce azzurro sono stati avviati, immediatamente sbarcati alla commercializzazione, tramite canale di vendita diverso dalla intermediazione e compravendita presso il Mercato ittico all’ingrosso di Cesenatico, dove qui nel corso del 2025 sono stati commercializzati 9.065,35 quintali di prodotto ittico per un controvalore di 7.286.000.