Cesenatico, spiagge all’asta: bagnino passa al contrattacco con un piano in tre punti

Preoccupato dal rinnovo delle concessioni demaniali imposto dalla direttiva Bolkestein, Alberto Papperini, del Bagno Adria, stringe accordi con lo studio Lombardini, per spiazzare l’eventuale concorrenza nelle aste. Lo studio di ingegneria e architettura di Santarcangelo di Romagna, specializzato nella progettazione di stabilimenti balneari e costruzioni all’area aperta sulla spiaggia, si propone come “interlocutore” tra pubblico e privato nelle gare di evidenza pubblica.

Entro il 2026 i Comuni dovranno predisporre e realizzare le gare per assegnare le spiagge, ma dal Ministero ancora tutta tace e manca una legge che fissi i criteri generali, determini procedure quadro e calcoli gli indennizzi. E allora per Alberto Papperini, due volte candidato a sindaco a Cesenatico, nel 2011 e 2016 per il Movimento 5 Stelle (nella prima occasione fu anche il candidato sindaco grillino più votato d’Italia), titolare di uno stabilimento balneare, prova a prepararsi, visto che la prossima stagione balneare sarà l’ultima prima della gare. «In diversi Comuni è già stato fatto, ma ora anche in Emilia-Romagna gli enti stanno approvando delibere per dare inizio all’iter di gara, vedi Cervia e Rimini-zona nord. Il Comune di Cesenatico sta prendendo tempo, ma entro fine 2026 tutto dovrà essere deciso». Insomma, il tempo stringe e perciò il titolare del Bagno Adria 89, nella zona di Ponente, ha stretto una collaborazione con lo studio Lombardini.

Prima di spiegare in cosa consiste, fa una dura premessa: «Vogliono derubarci delle nostre aziende. Ci siamo fidati del Governo e il risultato è stata una pugnalata alle spalle. Ora dobbiamo reagire con determinazione e lucidità, il tempo delle chiacchiere è finito». Poi entra nel merito: «I bandi saranno affiancati da una griglia che assegnerà un punteggio con molteplici variabili. Una tra le voci più significative è sicuramente l’investimento per il progetto di riqualificazione. E questa è la direzione in cui mi sono spinto». Come? Seguendo tre direttrici, studiate e concordate con Lombardini. La prima è «l’apertura di nuovi varchi visivi a mare, demolendo strutture in cemento armato per aumentare le aree sociali e ricreative». Il secondo punto chiave è «cento per cento di energia autoprodotta da rinnovabili». In terza battuta, Papperini punta su «servizi per disabilità e utilizzo di materiali ecocompatibili per la tinteggiatura e la copertura dell’edificio».

Individuati questi indirizzi, Papperini ha fiducia per il futuro: «Questo momento così difficile può diventare un’opportunità di riqualificazione e rilancio per tutto il settore. Non possiamo continuare in difesa o navigare a vista; dobbiamo contrattaccare con idee e progetti vincenti».

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