Cesenatico, senza candidature il banco per fare una nuova casa di riposo

Per la nuova casa da riposo bando senza esito. Ci sarebbe da ripartire daccapo. Infruttuosi i tentativi di individuare soggetti che fossero interessati a un accordo tra pubblico e privato a realizzarla. Da un lato i costi che si prevedono davvero alti, dall’altro l’impossibilità di estendere più di tanto i posti accreditati in convenzione. Si punta a potenziare i servizi di assistenza domiciliare per poi successivamente esperire un tentativo per rendere più capiente e consona la Residenza sanitaria assistenziale (Rsa), quella comunale presente in viale Magrini, condotta dalla cooperativa imolese “In cammino” . Struttura limitata e ormai datata sebbene dotata di ogni servizio che attualmente ospita 44 persone anziane, perlopiù non autosufficienti, più tre in casa albergo. Mentre 22 sono le persone che frequentano il centro diurno e quindi che trascorrono la giornata per poi rientrare a casa la sera.

Si è parlato e proposto più volte di prevede una Rsa più adeguata e soprattutto con un maggiore numero di posti di disponibili: «Per vedere di realizzare una nuova casa i riposo - argomenta il sindaco Matteo Gozzoli - abbiano provato a fare un bando, che purtroppo non ha dato alcun esito, per individuare se ci fossero stati soggetti interessati a cedere un’area dove realizzare la struttura e allo stesso tempo, in collaborazione tra pubblico e privato, valutare e cercare soggetti, con un piano economico finanziario solido e di lunga durata che fossero disposti a costruirla». Il costo pieno per ospite in casa protetta è di circa 3mila euro al mese, che in base alle disponibilità arriva ad essere coperto dall’Ausl nella misura del 50 per cento. Invece il costo stimato per realizzare e mettere in funzione una nuova Rsa di 80-90 posti letto si aggirerebbe attorno ai 10 milioni di euro.

Considerato l’allungamento della vita, l’aumento della popolazione anziana, in aggiunta alle persone che avanti negli anni sempre più spesso vivono da sole, la previsione è infatti che serviranno più posti disponibili rispetto a quelli attuali, ma non è un percorso né semplice né immediato: «Va chiarito che dei 44 posti oggi presenti nell’attuale casa di riposo di via Magrini - spiega Gozzoli - ne abbiano 37 convenzionati. Cercheremo di estendere a tutti e 44 i posti l’accreditamento in convenzione, grazie all’aumento dei fondi regionali stanziati in favore della non autosufficienza. Tuttavia servirà far una considerazione dato che sarà difficile immaginare di realizzare una nuova struttura da 80-90 posti che siano tutti o la gran parte accreditati in quanto su base distrettuale, nel nostro caso quella della zona Rubicone e Mare, l’Ausl ha a disposizione un massimo di posti letto da accreditare, che difficilmente potrà essere aumentato sino raggiunge gli ottanta».

Il fatto che questo primo avviso per la manifestazione di interesse sia andato deserto non significa che il progetto di avere una nuova casa protetta sia da considerarsi un capitolo chiuso: «Tutt’altro - chiarisce il sindaco - in prosieguo, nei prossimi mesi faremo un nuovo tentativo per trovare una nuova soluzione». Nel frattempo, fa sapere, «lo sforzo odierno è teso a implementare, e questo già a livello di distretto, i servizi e l’assistenza domiciliare dell’anziano, attraverso gli assistenti socio sanitari, la fornitura pasti e supporti a casa, senza che la persona anziana venga sradicata dal suo ambiento familiare e domestico dove magari ha vissuto una vita».

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