La Regione indennizza con 858.000 euro i pescatori dai danni patiti nell’estate del 2024 per le mucillagini in mare, si arriva a 1 milione di euro con le domande riferite ai danni dovuti al caro gasolio, ma crea anche scontento tra chi non si è visto riconosciuto alcun ristoro. Le rimostranza di alcuni riguardano il parametro adottato dal bando per attribuire gli indennizzi per le mucillagini, giudicato poco o nulla consono in quanto non verificabile.
Cesenatico, respinto un terzo delle domande di indennizzo per le mucillagini. La protesta degli esclusi: «Sbagliati i criteri»
Un requisito «non oggettivo»
«Ci sono state barche a cui la Regione ha riconosciuto ristori, anche superiori ai trentamila euro, mentre altre non hanno ricevuto alcunché. I requisiti di accesso richiesto per il calcolo degli indennizzi si basavano sui libretti di imbarco del carburanti che sono senza possibilità di riscontro oggettivo», riporta Luca Zanuccoli, pescatore di un barchino che effettua la pesca da posta, tra gli esclusi dall’indennizzo. Lui come altri pescatori dediti alla pesca con l’impiego di cogolli, nasse e reti fissi, strumenti particolarmente colpiti dal fenomeno mucillagine. Si sono visti le domande non ammesse al contributo in quanto le giornate di pesca 2024 erano risultate superiori alla media dei tre anni precedenti. Risultato pratico è stato che l’intervento straordinario della regione Emilia-Romagna, a sostegno delle imprese ittiche «per compensare il fermo di pesca, collegato all’eccezionale proliferazione di mucillagine», sebbene lodevole, ha finito per creare malcontento, provocando un certo imbarazzo e alimentando divisioni tra colleghi.
Un terzo delle domande respinta
A livello regionale, le domande pervenute a sono state 90 per la proliferazione della “mucillagine” del periodo giugno agosto 2024 (4 di aiuto per il caro gasolio del 2022, 1 per entrambe le fattispecie). Quelle ritenute ammissibili per l’ondata eccezionale di mucillagini e accolte sono state 60. I malumori non riguardano solo Cesenatico, ma tutte le marinerie romagnole.
La protesta
«Volevo far notare - dichiara Luca Zanuccoli e con lui Marco Muccini - che il parametro adottato per elargire ristori è al limite del paradosso. Nel senso che sono stati conteggiati i giorni di mare del 2024, dal primo giugno al 31 ottobre, paragonati alla media di quelli degli ultimi tre anni nello stesso periodo riportati dai libretti navigazione carburante di ogni singola unità. Libretti di imbarco che sono auto certificati, perciò ogni comandante può scrivere i giorni di uscita in mare a suo ‘piacimento’ visto che non esistono controlli incrociati. Ci chiediamo come possa la Regione fare affidamento su questo documento per erogare indennizzi. Sarebbe stato meglio valutare il reale consumo di carburante e il fatturato del 2024 e confrontarlo con i dati degli anni precedenti! Dati tanto più certi e facili da ottenere». Incalza Zanuccoli: «Nel mio caso faccio notare che per sette giorni di uscite in più, rispetto alla media degli ultimi tre anni, non rientro nell’indennizzo. Devo dedurre che per me la mucillagine non è stata un problema. Io ho 62 anni, di mestiere faccio il pescatore su una piccola barca, calo in mare reti da posta e cogolli per la cattura delle seppie. In quella estate reti e cogolli erano completamente intasati e appesantiti dalle mucillagini appiccicate, era anche normale, che tra salparli in barca, portarli a terra, ripulirle sia uscito in mare più volte! Anche per poi cercare acque meno invase dalle alghe dove provare a calare di nuovo». «Cesenatico nel settore di chi pratica la pesca da posta, quello più colpito dalla mucillagine, su 14 barche 5 hanno ricevuto più di 50.000 euro, le altre 9 zero indennizzi. Mi domando se le mucillagini c’era per tutti o per nessuno!» Lo sfogo del pescatore: «Se gli indennizzi si misurano così, la prossima volta che ci saranno le mucillagini smetterò di segnare le uscite in mare nel libretto».