Stillicidio di aperture e chiusure delle porte vinciane, ripetute e riavvicinate negli ultime dieci giorni a febbraio. Di continuo, anche nell’ambito di una stessa giornata. Non era mai capitato prima d’ora. Per Cesenatico difendersi dalle alte maree è ormai una sorta di tour de force, nel fare attenzione al livello del mare e alla messa in funzione dello sbarramento mobile per evitare che il porto canale e il cento storico si allaghino, sotto una coltre d’acqua prodotta dall’esondazione del mare. Ad essere inusitato e strano è che il livello del mare cresca così rapidamente e di quota al di sopra del metro di altezza, pur in assenza di mareggiate e di ingolfate di onde e di vento forte dal largo. Tra l’altro in un periodo stagionale, quello di metà febbraio, che in assenza i burrasche di solito si caratterizza per pronunciate basse maree e secche imperanti.
Invece quest’anno, in appena 13 giorni le porte vinciane sono state chiuse e riaperte ripetutamente più di una dozzina di volte da mercoledì 4 febbraio, quando sono state azionate in fase di chiusura (dalle 22 fino alle 6 del giorno dopo) a ieri (dalle ore 20 ieri alle 4,30 di oggi). Si sono chiuse anche alle 22,45 di giovedì 5 febbraio fino alle 6 di venerdì; alle 14,30 sempre di venerdì 6 febbraio fino alle 18 di domenica 8. E di nuovo chiuse della 7 alle 16 di sabato 14 febbraio. Richiuse ieri alle 7,30 e riaperte alle 11; nuovamente richiuse ieri sera alle 20 per tornare a far passare le barche dirette a pesca prima dell’alba di ieri alle 4,30.
Porte vincine chiuse, dunque, messe in funzione a singhiozzo, facendo bene attenzione tra alternanza di bassa e alta marea per consentire alle barche da lavoro e ai pescherecci di prendere il largo per la pesca e rientrare in tutta sicurezza, prendendo in considerazione gli orari in cui il porto è accessibile, senza dover essere costretti ad attraccare altrove. E, non è finita dato che per oggi e domani ci si aspetta un picco di più 1,30 metri di mare sul medio mare, senza che si preveda vento e burrasca.
Un fenomeno quello in essere dei picchi di alta marea che trova ragione nel normale avvicendamento delle fasi lunari, con il periodo odierno di luna piena che esercita una maggiore attrazione gravitazionale, nella conformazione della costa e nella profondità del mare che si riduce nell’Alto Adriatico, ma anche del lento ma costante innalzamento del mare (eustatismo), che ha reso necessario, come stato fatto a Cesenatico negli ultimo due decenni procedere con rialzare le banchine del porto canale, realizzare un muretto contenitivo sul molo di levante, e prima ancora nel 2005 installare e far funzionare il delicato costoso congegno delle Porte Vinciane.