A Cesenatico ancora un dono prezioso giunto dagli “Amici della Ccils”, che due volte all’anno versano da tempo contributi che, sommati, vanno da oltre 40mila fino a 50mila euro, essenziali per fare andare avanti i laboratori protetti della cooperativa sociale che sostengono e che occupano persone svantaggiate. Nei giorni scorsi è stato staccato ancora un assegno di 21mila euro in favore della Ccils, realtà che si occupa dell’inserimento lavorativo e sociale e che, oltre che a Cesenatico, ha una sede anche a Bellaria. Contando entrambi i versamenti fatti, ammontano a 42mila euro i fondi raccolti nel 2025 e donati: nello scorso mese di ottobre era stato devoluto un altro assegno di uguale importo. Negli anni precedenti ancora si era arrivati a toccare addirittura quota 56mila euro. I benefattori sono 50-60 volontari che, senza percepire alcun compenso né rimborso, si danno il cambio sopra fornelli, griglie e friggitrici, per sfornare ogni edizione piatti di pesce durante le sagre cittadine de “Il pesce fa festa”, in autunno, e di “Azzurro come il pesce”, in primavera. Lo fanno da oltre 15 anni partecipando da protagonisti a queste manifestazioni gastronomiche, che richiamano a Cesenatico migliaia di visitatori e turisti, soprattutto amanti e estimatori della cucina di mare. Gli “Amici della Ccils”, con loro stand, sempre presente nel cortile del Museo della Marineria, si danno un gran da fare senza alcun interesse per l’aspetto economico, se non per il fatto che tutto quello che incassano in queste occasioni, tolta la tara della spesa, serve a sostenere la preziosa attività che si svolge nei laboratori della cooperativa Ccils, dove trovano stabilmente un’occupazione, in un ambiente consono, una trentina di persone con problemi e disabilità psicofisiche. Producono per lo più stracci e strofinacci destinati alla grande distribuzione, assemblando materiali e fabbricando borse ricavate dalla tela di ombrelloni riciclati. Gli “angeli custodi” della Ccils, nel corso delle tante edizioni della Festa del pesce a cui hanno preso parte, sono arrivati a devolvere a questi laboratori una somma totale di 500mila euro.
«Nel 2025 ci siamo fermati a donare nel complesso 42mila euro, il guadagno delle due sagre di primavera e di novembre - riporta con una punta di dispiacere per non aver potuto fare ancora di più Lando Casali, ex dirigente comunale e marinaio della “vela al terzo” per tradizione di famiglia, che è il factotum dell’associazione benefit -. È un po’ meno del solito perché, sebbene siamo un’organizzazione no profit, c’è stata la necessità di aprire una partita Iva e sostenere i relativi adempimenti». Poi racconta: «Siamo 50-60 volontari che lavorano allo stand senza ricevere alcun compenso e ogni anno se ne aggiungono di nuovi. Finché ci sono le forze, continueremo. Stiamo già preparando l’edizione del 25 aprile di “Azzurro come il pesce”. Saremo sempre presenti nel cortile del Museo della marineria. La gente ci conosce e ci apprezza ed edizione dopo edizione viene sempre a mangiare il nostro pesce appena sfornato».