La “Mariegola” delle barche storiche vede oggi la nascita dell’Associazione Vele al Terzo di Cesenatico. Si è costituita ufficialmente tra quanti possiedono all’ormeggio lungo il porto canale barche in legno da lavoro d’epoca, issando le tradizionali vele colorate, oggi in corsa per diventare (vela al terzo e vela latina) patrimonio immateriale Unesco.
Cesenatico, “Associazione vele al terzo”: nato il sodalizio tra proprietari privati di barche da lavoro d’epoca
L’associazione
Obiettivo dichiarato: tutelare, tramandare, valorizzare e promuovere la tradizione storica della navigazione al terzo. Indicato come elemento identitario della marineria locale, patrimonio culturale della città e della costa. Nel corso della prima riunione del direttivo, il 23 febbraio, si sono poste le basi per il successivo sviluppo e sono state attribuite le cariche sociali. Il consiglio direttivo è composto da Manuel Guidotti, Matteo Padoan, William Piscaglia, Federico Ricci, Loris Giordani, Giuseppe Montanari, Valentino Foschi. Perlopiù volti noti a Cesenatico, a cui ha fatto seguito da statuto l’elezione di presidente (Manuel Guidotti) vice (Matteo Padoan) e segretario (l’esperto William Piscaglia).
Gli antefatti
Cosa più unica che rara è stato il fatto che dai primi degli anni Duemila la parte superiore del porto canale sia andata un poco alla volta popolandosi di barche da pesca e da lavoro di un tempo, recuperate alla memoria e all’abbandono, che privati appassionati e cultori della vela storica e del mare sono andati a scovare e acquistare dappertutto: nelle marine, nei cantiere, negli scali e alla fonda, per poi restaurarle e rimetterle in mare. Talvolta dopo aver dovuto nuovamente ricostruire ordinate, fasciame, sovrastrutture, alberi. E sulla spinta di quanto il Comune fece nei primi anni Ottanta del secolo scorso con la realizzazione della Sezione galleggiante del Museo della Marineria oggi visibile lungo il canale di Cesenatico e, successivamente nel 2005 con il completamento della Sezione a terra, riedificando in via Armellini, quelle che erano state fino al volgere degli anni Sessanta le linee architettoniche del vecchio Ospedale civico, con l’aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica espositivo dove mettere le barche, gli scafi, le vele, gli attrezzi di bordo di navigazione e da pesca.
Le barche dei privati
Nel porto di Cesenatico sono oggi presenti 33 imbarcazioni storiche armate al terzo dagli appassionati proprietari: lance, lancioni, battane, bragozzi, topi, ed una paranza (una delle pochissime rimaste naviganti). Nel corso degli anni sono state proprio le barche aggiunte dagli appassionati ad affiancarsi e arricchire il panorama della Sezione Galleggiante del Museo della Marineria, creando una continuità visiva tra patrimonio museale e comunità di naviganti.
Storia e continuità
«Il Museo ha posto le basi culturali e strutturali affinché questa tradizione potesse radicarsi e crescere nel tempo - riconosce Manuel Guidotti -. Grazie a quel lavoro oggi Cesenatico può vantare una concentrazione di imbarcazioni al terzo che rappresenta un unicum a livello regionale e nazionale. Uno dei tratti distintivi più autentici della cittadina di mare. La vela al terzo non è soltanto una tecnica di navigazione, è un simbolo della nostra identità marinara. Istituire l’associazione significa assumersi la responsabilità di custodire e tramandare un patrimonio materiale e immateriale che appartiene a tutta la comunità. Vogliamo che queste barche continuino a vivere il porto, il mare e la città, non solo come memoria, ma come espressione viva della nostra cultura».
Le iniziative
Nei prossimi mesi verranno presentate le prime iniziative, il programma delle attività 2026, con l’auspicio di coinvolgere cittadinanza, istituzioni, le realtà del territorio che condividono l’amore per la cultura marinara.