Cesenatico: una scuola per imparare a riparare le reti da pesca

Reti da pesca: a scuola con linguetta, magie filo e “piani di costruzione” per non perdere abilità sempre più rare da trovare.

Nel tunnel delle reti della Cooperativa Casa del Pescatore di Cesenatico si tiene la prima scuola teorica e pratica dedicata alle reti.

Non era mai accaduto che si facesse un corso, una vera e propria didattica sulle reti da pesca. È svolto attraverso un finanziamento Feamp Ue, con il supporto dell’ente “Demetra Formazione” e della Cooperativa Mare di Cattolica – Centro di ricerca per la pesca e l’acquacoltura.

In cattedra a dispensare saperi ci sono i vecchi pescatori e i comandanti di pescherecci più esperti. Oggigiorno per un’impresa di pesca (e per fare i marinai) i occorre avere preparazione e competenze specifiche. Ma il “mestiere” ha bisogno, in fatto di reti, di abbinare alle conoscenze apprese, la cultura, le tecniche di costruzione e di ricucitura, a quanto prevede la normativa europea in tema di dimensioni, spessore e apertura delle maglie.

Così Demetra Formazione con il contributo di Cooperativa Mare e il supporto di alcuni armatori di Cesenatico, ha organizzato questa “scuola” di formazione teorico pratica rivolto ai pescatori.

Il corso ha avuto un totale di 50 ore (di cui 36 pratiche e 14 teoriche). Vi hanno preso parte 13 pescatori che operano nel settore della pesca a strascico – con divergenti o con gabbie (rapidi )- sia anche con rete da traino pelagica (volante) per la cattura del pesce azzurro e rete da circuizione. Tutti provenienti dalle marinerie di Cesenatico e Rimini.

La parte teorica è stata svolta da Valentino Marini, esperto in progettazione e costruzione di reti da pesca, e dai biologi della Cooperativa Mare. Mentre la parte pratica è stata affidata a William Piscaglia, ex comandante ora in pensione.

Le lezioni si sono svolte tunnel-magazzino delle reti della Cooperativa Casa del Pescatore quelle teoriche presso il Museo della marineria.

Motiva Elena Piccioni della Cooperativa Mare: «L’intervento formativo parte dalla necessità di alcuni pescatori di Cesenatico di formare i propri equipaggi nell’arte della costruzione e riparazione delle reti. La rottura di una rete è un evento di ordinaria amministrazione in mare. Perciò ogni impresa di pesca si avvale della figura del retiere retante, colui che ripara le reti e, in alcuni casi, è in grado di costruirne una intera, partendo da ago, linguetta, e filo”.

Se decenni fa questo compito era affidato spesso alle donne dei marinai e poi in seguito ai vecchi pescatori, oggi le cose sono cambiate. Sempre più spesso questo ruolo è oggi ricoperto dal comandante del peschereccio, il quale ha un’esperienza decennale di pesca e da solo ha appreso le diverse tecniche di riparazione di una rete dai suoi predecessori. In altri casi, invece, il retante è un pescatore in pensione, che trascorre il tempo libero riparando le reti rotte in mare.

Spiega William Piscaglia passato alla veste di docente: «Questa figura è fondamentale in quanto il suo lavoro permette di non sprecare i materiali (e di ridurre quindi l’impatto ambientale della pesca) ed al tempo stesso di ridurre i costi, che si avrebbero nell’acquistare un nuovo. Nella marineria di Cesenatico si sta assistendo ad un cambio generazionale: da un parte molti pescatori hanno raggiunto l’età pensionabile e dall’altra i pescatori più anziani, in pensione da tempo, non riescono più a far fronte alle urgenze di un peschereccio in piena attività. «Quello che sta accadendo – precisa – è una perdita progressiva della figura del retante e con essa di tutta la tecnica, la conoscenza, la cultura, l’esperienza e la competenza acquisita dallo stesso. Perciò è estremamente importante, far sì che i pescatori più anziani trasmettano il loro patrimonio tecnico e culturale ai più giovani, a beneficio dell’impresa di pesca, dell’ambiente e dell’intera marineria».

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