Era estate ieri al porto di Cesenatico: sole, azzurro del cielo, bianco di nuvole e gabbiani, sembrava uno dei dipinti che Tinin Mantegazza realizzò per le sue “Tende al mare”. In tanti si sono ritrovati, fra pescherecci e pescatori, per la cerimonia laica dell’addio a Tinin. A introdurre è stato il sax di Stefano Fariselli sulle note dell’Internazionale. In alto, la “Vela di luce” ultimo lascito dell’artista, scrittore, attivista culturale scomparso domenica. Attorno amici, colleghi, rappresentanti istituzionali come 7 sindaci dell’Unione del Rubicone, cittadini che hanno partecipato alla crescita turistica della città, personaggi noti come Cochi e Renato, Roberto Vecchioni, Massimo Carlotto. E poi Luca Crovi di Bonelli editore e Luisa Morandini, figlia di Morando Morandini che fu collega di Tinin a “La notte”; Loris Mazzetti era nella redazione de “Il fatto” di Enzo Biagi” con Mantegazza. A salutarlo anche Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi del Teatro Valdoca, Lelia Serra, Lucia Vasini, Salvatore Giannella, Massimo Pulini, Sabrina Foschini, Elena Baredi che diventò burattinaia con Tinin, don Pasquale di Sorrivoli. Presenti Sandro Pascucci e Riccardo Pascucci delle omonime tele, Flaminio Balestra della Fondazione longianese. Ruggero Sintoni direttore di Accademia Perduta. Commossi ricordi di Mino Savadori, Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni, Roberto Vecchioni, l’ex sindaco Luciano Natali. E poi Velia Mantegazza, compagna di una vita, a dirigere da provetta regista un addio festoso come avrebbe voluto il suo Tinin.

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