Cesenatico, turismo: la Riviera romagnola salva i tour operator

Per il turismo al mare in Riviera si respira un’aria positiva, con un’attesa di flussi consistenti durante la prossima estate. Langue, invece, l’organizzazione di vacanze dirette verso mete all’estero. Così come sono quasi spariti i viaggi organizzati di gruppo. In sintesi, è questo il focus fatto dai tour operator, da sempre speciali osservatori privilegiati quando si vogliono valutare le tendenze del mercato turistico. La costa romagnola si piazza ai primi posti per richieste di soggiorno, anche se concentrate sul turismo “domestico” e di prossimità. Nell’attesa che le agenzie viaggi possano tornare a proporre anche destinazioni a gruppi organizzati, in particolare verso le capitali europee e le città d’arte, mete che il Covid da due anni a questa parte ha inesorabilmente azzerato o quasi. In Italia, nell’era pre-pandemica, il comparto contava 40.000 posti di lavoro e fatturava 14 miliardi, ma negli ultimi due anni c’è stata una contrazione di circa l’80%. Daniele Mambelli, contitolare con Miriam Piolanti del tour operator “Arcadia” e di due agenzie viaggi a Cesenatico e a Meldola, analizza a situazione. «In termini di outgoing (cioè uscite dalla Romagna verso altre località, ndr), le vacanze all’estero, le gite scolastiche e i viaggi studio si sono pressoché azzerate, così come le vacanze di gruppo, con tutto quelle che ne è conseguito in fatto di cancellazioni, disdette e procedure di rimborso. Gli interessi si sono tutti indirizzati sul il mercato interno. Le ricerche sul web fatte dal computer di casa, nel 2020 e 2021, sono cresciute, ad esempio, dell’80% sulla Riviera romagnola e del 75% su quella veneta».

Viaggi all’estero in stand-by

Forse qualcosa sta però iniziando a muoversi anche sul fronte dell’outgoing: «Nell’ultimo periodo del 2021 c’è stato un ritorno della clientela in agenzia». E in periodo di Covid i tour operator affidabili possono fare leva più che mai sulla customer satisfaction, garantendo «informazioni, coperture assicurative, disdette e assistenza all’estero». Fino allo scorso settembre sono comunque venuti a mancare del tutto i viaggi con destinazione esotiche, per via delle restrizioni anti-Covid. Poi sono arrivati i cosiddetti “corridoi turistici” per Maldive, Mauritius Seychelles, Repubblica Domenicana, Aruba, Marsa Alam e Sharm El Sheikh, nel Mar Rosso. L’Europa è rimasta formalmente aperta ma con la recrudescenza della circolazione del virus tutto è rimasto di fatto fermo. Da febbraio, invece si riapriranno le rotte per Cuba, Singapore, Pukhet ed Oman.

Buoni segnali per la Riviera

Per l’incoming, cioè gli arrivi sulla Riviera romagnola, si prevedono sorrisi e sarà fondamentale per tamponare le perdite sull’altro fronte. Anche qui sono però venuti meno i numeri del turismo organizzato, dei tornei sportivi, dei viaggi culturali e per tutto il 2020 di quello sociale e della terza età. La modalità in cui si opera è però cambiata radicalmente. «C’è stato bisogno – sottolinea Matteo Mambelli, responsabile marketing – di rafforzare la presenza sul web. Siamo diventati a tutti gli effetti una “ota”, cioè una online travel agency, che si rivolge a operatori che vendono posti letto su scala planetaria, ai network, dando una risposta alla domanda di vacanze tramite la grande distribuzione, attraverso svariate piattaforme Dmc che propongono alberghi in tutto il mondo. Per la nostra Riviera siamo stati individuati come principale fornitori. Già da tre mesi abbiamo cominciato a vendere in modo massiccio le vacanze estive qui e stiamo notando che la richiesta è ancora aumentata. Possiamo contare su un bacino di 20-25 milioni di presenze». Mambelli invita ad avere uno sguardo lungimirante: «Oggi, ancora in presenza del Covid, si semina ed è un po’ come scoprire un mondo di nuove opportunità. C’è da investire sulla ripresa».

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