Cesenatico, studenti delle medie alla scoperta dei bunker di guerra

I bunker a Cesenatico si trasformano da minacciose difese costiere preparate durante la seconda guerra mondiale e testimoni silenti di un passato tragico a laboratori per far conoscere la storia ai giovani. Costruiti dall’esercito tedesco occupante, sono stati via via recuperati e conservati con rigore storico scientifico dall’associazione “Crb 360”. I ragazzi e le ragazze delle classi terze della scuola media “Dante Arfelli” di via Cremona li hanno potuti visitare, due giorni fa, seguiti da Walter Cortesi e Lorenzo Bettini, ricercatori del gruppo, che hanno spiegato cosa fossero, come vennero costruite e perché furono fatte quelle fortificazione in cemento armato, con muri spessi fino a mezzo metro, capaci di resistere alle bombe da 500 libbre sparate della navi o sganciate dagli aerei degli Alleati. Ad accompagnare gli studenti c’era l’insegnante Mauro Altini, che a spiegato come quella visita servisse a rendere «la storia tanto più concreta da toccarsi con mano» e a «fare della didattica un laboratorio di ricerca». Le tappe del percorso sono state tre bunker “di tipo Tobruk”, che si trovano in via Magrini, nel parcheggio di Onda Marina, sul lungomare di Ponente, ben conservati, e un quarto in via Vespucci, oggi all’intero del Centro Ricerche marine, del “tipo Vf 59”, realizzato per fare da postazione di trasmissione e osservazione ottica, con tanto di telemetro e mitragliatrice Mg 42. Mimetizzati un tempo tra le dune di sabbia a ridosso della spiaggia, erano piazzati a guardia del vecchio dock, il bacino dove nel 1944 il comando tedesco teneva le proprie imbarcazioni. Walter Cortesi, precursore dell’associazione riconosciuta dalla Regione e dalle istituzioni del territorio, ha raccontato ai ragazzi che dal 1980 ad oggi ha censito circa 90 bunker, 80 denti di drago, due aeroporti Alleati (uno a Cesenatico, uno a Milano Marittima) e individuato a Cesenatico e Cervia i campi per prigionieri tedeschi. «Sei anni fa – ha poi ricordato – abbiamo iniziato a fare il “tour dei bunker” per le scolaresche e anche per chi lo desiderava, tra cui molti turisti». Il bunker al Centro ricerche marine è visitabile al suo interno ed è stato allestito come era allora. Non solo. Dai nomi incisi sulle pareti, si è riusciti a rintracciare uno dei quattro soldati dalla Wehrmacht che lo occupavano e che è ancora vivo.

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