Sequestrate 500 casse di pesce azzurro dalla capitaneria di porto, ma l’armatore della barca, ritenendo di essere in regola, non ci sta. E scoppiano discussioni sulla banchina del porto. Alla fine è stato stabilito che domani mattina ci sarà un incontro di armatore e comandante della imbarcazione con la capitaneria a Cesenatico per cercare di fare il punto della situazione e controllare dettagliatamente tutte le autorizzazioni.

«Non abbiamo capito il perché il pesce c’è stato tolto, 500 casse di alici e sarde di ottima qualità, il pescato della giornata – si arrabbia l’armatore Franco Carlucci – Intanto il pesce che avevamo a bordo è stato venduto ma io non so a quale prezzo».

Il peschereccio si chiama Chiangi ed è di stanza nel porto di Rimini, effettua la pesca a lampara, con l’impiego di una rete a circuizione. Si tratta di un sistema di pesca per la cattura del pesce pelagico diverso da quello “a volante”, usato molto più di frequente negli ultimi 50 anni dalle marinerie locali in alto Adriatico

Racconta l’armatore: «Noi siamo in attesa che ci venga assegnato un posto barca nel porto di Cesenatico, ma non so fino a quando durerà ancora l’attesa. Ci è stato contestato il fermo pesca in atto per la pesca a volante del pesce azzurro ma nessuno ce lo ha comunicato. Nei giorni scorsi ho fatto l’imbarco di 9 marinai di equipaggio fatti arrivare da Gioia Tauro e ai quali ho trovato alloggio. La barca è arriva da Lecce e sta in porto a Rimini, da dove ogni giorno prendiamo il mare per la pesca. Così abbiamo fatto anche domenica pomeriggio per venire in porto a Cesenatico a vendere. Qua ci è stato detto che la barca a Roma non è iscritta. Ma come può essere che usciamo sempre dal porto di Rimini e veniamo controllati, compiliamo i registi di pesca e imbarco, e paghiamo i bolli quotidianamente».

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