Cesenatico, ponte viale Roma: lotta contro il tempo

Il consolidamento strutturale del ponte di viale Roma sulla vena Mazzarini sarà questo uno dei primi cruciali impegni che amministrazione e tecnici comunali saranno chiamati a realizzare nel corso del 2022. Il tempo, però, stringe perché ci sono da rispettare termini incalzanti per non perdere il finanziamento di 800.000 euro ottenuto per i lavori, grazie al Pnrr. E la presenza in loco di sottoservizi essenziali sta complicando le cose. Con ormai 75 anni di onorato servizio sulle spalle, l’infrastruttura è molto deteriorato e serviranno opere per oltre 1,2 milioni di euro complessivi per rimetterlo in sesto e di nuovo pienamente percorribile, anche da mezzi di massa superiore a 35 tonnellate. L’esborso da parte del Comune sarà contenuto in 415.000 euro perché sono venute in soccorso le risorse stanziate dall’Europa a favore dell’Italia. Ma il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede che per i finanziamenti che superano i 750.000 euro, e quelli per il ponte superano questa cifra, ci sono al massimo 15 mesi di tempo per provvedere. Perciò bisogna giungere quanto prima al progetto esecutivo e poi al bando di gara e all’assegnazione dell’appalto. Ma prima di aprire il cantiere, va trovato un altro modo, almeno in via temporanea, per fare passare attraverso la Vena Mazzarini i sottoservizi di gas, acqua, telefonia, fibre ottiche, illuminazione pubblica e rete fognante. Perciò ci si è attivati per convocare una conferenza di servizi con i vari interlocutori ed enti terzi che gestiscono i servizi interessati: Hera spa, 2G Rete gas, Telecom, Citelum, oltre all’Ufficio circondariale marittimo e alla Soprintendenza. Un primo intervento di sistemazione del ponte di viale Roma era stato previsto all’interno di un permesso di costruire risalente al 2015, che prevedeva la costruzione di negozi e appartamenti al posto della sede della Cassa di Risparmio di Cesena (inaugurati nella scorsa primavera). Attraverso quell’accordo, erano stati previsti 163.382 euro per effettuare un restyling estetico del ponte a carico dei privati. In seguito a questo accordo, privati e Comune diedero il via nel 2018 a un iter con lo scopo di verificare la fattibilità delle opere previste. Poi ci si fermò, perché emerse l’esigenza di fare ulteriori accertamenti sulla tenuta strutturale del ponte. Nel 2019 fu modificata la convenzione e il privato versò nelle casse del Comune la somma pattuita per quell’intervento. Un finanziamento statale di 40.000 euro permise di effettuare verifiche strutturali. Il resto è storia di oggi: la relazione effettuata dall’ingegner Maurizio Berlati, ha evidenziato la necessità di operare tempestivamente con un intervento di messa in sicurezza.

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